Albero della Vita, la Tour Eiffel di Expo è senza luci

Albero della Vita, la Tour Eiffel di Expo è senza luci

Dovrebbe essere il simbolo dell’Expo di Milano. La Tour Eiffel del 2015 al centro del padiglione Italia. Eppure, a meno di cento giorni dal fischio d’inizio di Expo, il destino dell’Albero della vita è ancora tutto da scrivere. I lavori sono partiti da pochi giorni e la struttura comincerà a essere montata a breve da un consorzio di aziende bresciane. Ma la gara per gli allestimenti tecnologici di questa psichedelica struttura è andata deserta. Tanto che i termini sono stati riaperti fino al 28 gennaio. Ufficialmente perché la società avrebbe ricevuto «da parte degli operatori economici, manifestazioni di difficoltà nel processo di caricamento delle offerte». A quanto pare, almeno un interessato ci sarebbe stato, senza però riuscire a iscriversi.

In attesa che qualcuno si palesi per occuparsi dei giochi di luce e degli sbuffi di fumo dell’Albero, al centro della Lake Arena, quello che sul sito di Expo viene definito lo spazio all’aperto più ampio, l’area destinata alla struttura è ancora vuota. Gli operai, per ora, stanno lavorando alla struttura portante. Ma questa è solo l’ultima avventura della Tour Eiffel di Expo 2015, all’inizio accusata anche di essere “un po’ troppo simile” al Supertree di Singapore (ma poi gli architetti si chiarirono) e soprattutto troppo costosa. Il costo iniziale previsto per l’installazione da 35 metri, che Vittorio Sgarbi ha subito definito una «carnevalata o un”americanata buona per Las Vegas», era di 8 milioni di euro.

Coldiretti quasi subito si è aggiudicata la qualifica di “sponsor esclusivo del servizio di gestione artistica dell’Albero della vita”, pagando due milioni di euro a Balich (da liquidare in 4 rate), che a sua volta ha retribuito consulenti e società che hanno partecipato all’ideazione del concept. 

Del progetto iniziale ideato da Marco Balich, direttore artistico del Padiglione Italia, in realtà è rimasto ben poco. Tranne il costo totale, anche se ora gli ultimi quasi quattro milioni di euro si faticano a trovare. Man mano che il tempo passava e la data dell’avvio di Expo si avvicinava, le ambizioni si sono via via ridotte. In base alle prime anticipazioni, all’esterno l’Albero rimarrà come l’abbiamo sempre visto nei rendering, mentre ci saranno semplificazioni nella struttura interna (il progetto definitivo si vedrà nelle prossime settimane).

(Veduta aerea del Padiglione Italia – 19 gennaio 2015)

«Sarà un oggetto speciale. Sarà un simbolo, come la Torre Eiffel. Il sogno di ritrovare la nostra coesione dalle radici, e muoverci verso l’alto, verso il futuro», aveva dichiarato Balich, che pochi giorni prima di firmare il contratto con Expo aveva costituito la società Bws, la stessa che poi ha realizzato il concept dell’Albero della vita.

L’opera ha subito sollevato gli interessi dell’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone, proprio perché inizialmente non erano previste gare. Il progetto della struttura in acciaio è così passato anche nelle mani del magistrato, che ha vagliato tutte le procedure prima di dare l’ok. I dubbi riguardavano la scarsa trasparenza di alcune procedure, l’assenza di gare e le commesse poco chiare. Alla fine, dopo un incontro tra Cantone e Diana Bracco, commissario del Padiglione Italia, a dicembre 2014 il magistrato ha sbloccato il progetto. Non senza prima stoppare la progettazione ingegneristica dell’Albero da parte di Balich, che è rimasto solo come consulente del progetto artistico, regalando il concept della struttura a una cordata di aziende bresciane, che si occuperanno invece della realizzazione pratica.

A farsi carico della costruzione della base di legno e acciaio sarà infatti l’Associazione temporanea di imprese (Ati), un gruppo di 25 imprese riunitesi sotto il nome “Orgoglio Brescia”, che a luglio 2014 hanno inviato al Padiglione Italia la manifestazione di interesse a partecipare come sponsor tecnico. L’impegno del consorzio vale 3,5 milioni di euro circa. Saranno queste imprese a occuparsi della realizzazione materiale dell’Albero. Anche se non si è ancora capito chi si farà carico dei costi di smantellamento della struttura (forse si prospetta un’altra gara).

Resta aperto però il capitolo delle tecnologie, curate dal Politenico di Milano, oltre che quello della manutenzione, che dovrebbero essere pagati da uno sponsor privato ancora sconosciuto (che dovrà, da bando, avere un «fatturato globale pari almeno al doppio dell’importo della prestazione principale posto a base di gara»). Il bando, aperto in ritardo e con scadenza 19 gennaio 2015, non ha visto presentarsi nessuno. O forse solo. E ora è stato riaperto almeno fino al 28 gennaio, data ultima per garantire che, nonostante la corsa contro il tempo, il 1 maggio 2015 l’Expo non rimanga senza la sua Tour Eiffel luminosa (la data ultima prevista da Cantone era stato aprile 2015). L’importo alla base della gara è di 3,9 milioni di euro. All’inizio si era parlato dell’arrivo di due milioni di parte di Pirelli, ma questa ipotesi poi è svanita. Per il momento bisognerà aspettare il 28 gennaio per sapere se la Tour Eiffel di Expo 2015 avrà o no il suo magnate per i giochi di luce e acqua. Altrimenti, o paga Expo o si resta senza. Qualcuno, però, ha fatto già notare che i fasci di luce proiettati dalla torre potrebbero dare fastidio agli automobilisti che viaggiano sull’Autostrada Milano-Torino, parallela al sito di Expo.