Il futuro prossimo delle missioni spaziali umane

Il futuro prossimo delle missioni spaziali umane

Domenica scorsa, il quinto trasporto automatizzato dell’Esa ha ultimato con successo la propria missione per la Stazione Spaziale Internazionale rientrando nell’atmosfera e bruciando in totale sicurezza sopra una zona disabitata nell’Oceano Pacifico.

Il termine di questa missione, conclusasi come previsto con la distruzione del velivolo alle 18:04 Gmt, segna la fine del programma Automated Trasnfer Vehicle (Atv), che nei suoi cinque lanci dal debutto del 2008 ha permesso di rifornire la stazione spaziale con il vascello spaziale più complesso mai sviluppato in Europa.

Nell’arco delle sue cinque missioni, il vascello ha trasportato oltre 31.500 kg di rifornimenti e ha permesso di elevare l’orbita della stazione spaziale per allontanarla dai detriti spaziali. Il vascello è la dimostrazione della padronanza che l’Europa ha acquisito nell’attracco automatizzato, una tecnologia fondamentale per le prossime esplorazioni dello spazio.

Con il suo decollo, avvento il 29 nel luglio 2014, quest’ultimo Atv, battezzato Georges Lemaître, ha stabilito il record per il lancio Ariane 5 più pesante. Prima di essere rilasciato dalla stazione spaziale, il vascello è stato caricato con materiali di scarto. Il vascello si è staccato dalla Stazione Spaziale Internazionale lo scorso 14 febbraio alle 13:40 Gmt e ha compiuto da solo una manovra di discesa sicura.

Il progetto per l’Atv è nato nel 1987, quando si stava appena cominciando a pensare ad una stazione spaziale internazionale che potesse succedere alla stazione russa Mir. Nel 1994, Esa e Russia avrebbero discusso sulla possibilità di utilizzare un simile vascello per una nuova stazione, e la decisione di realizzarlo sarebbe stata presa nell’ottobre 1995.

Il programma Atv faceva parte di un accordo fra l’Agenzia Spaziale Europea e i suoi partner internazionali con cui la prima copriva la propria parte dei costi d’operazione della Stazione Spaziale Internazionale attraverso la fornitura di attrezzature e sistemi vitali. Assieme alle russe Progress e Souyzl, all’Hii Transfer Vehicle del Giappone, e ai cargo americani Dragon e Cygnus, l’Atv faceva parte della flotta adibita al rifornimento della stazione.

Le nozioni acquisite dall’Esa e dall’industria aerospaziale europea con la progettazione, costruzione e gestione delle missioni completate dall’Atv sono state fondamentali per la partecipazione dell’Esa alla progettazione del vascello Orion della Nasa, che mira a trasportare passeggeri umani verso la Luna ed oltre.

I partner industriali dell’Esa stanno già costruendo l’European Service Module, il successore tecnico dell’Atv, un modulo destinato all’Orion che fornirà energia, aria e propulsione durante i test di volo fissati per il 2017.

«Guardiamo con orgoglio ai risultati ottenuto con il programma Atv», ha detto Thomas Reiter, direttore per le operazioni e i voli spaziali umani.

«Siamo ansiosi di applicare all’European Service Module del vascello Orion l’esperienza e le conoscenze maturate dallo sviluppo, dalla realizzazione e dalla gestione dei nostri cinque vascelli Atv».

(traduzione di Matteo Ovi)