Operazione SwissLeaks: conti italiani per 7,4 miliardi

Operazione SwissLeaks: conti italiani per 7,4 miliardi

La lista dei titolare dei conti conta circa 100mila clienti, dei quali settemila sono italiani. Tutti soldi depositati in conti segreti in Svizzera, per la precisione nella filiale elvetica della HSBC (Hong Kong and Shanghai Banking Corporation). Il totale è di 180 miliardi di euro, un tesoro sottratto al fisco di tutto il mondo.

A fronte di 5.439 nominativi di italiani segnalati ai Reparti della Guardia di Finanza inclusi nella “Lista Falciani” (esserne all’interno non configura necessariamente un reato o un profilo di evasione) sono stati conclusi 3.276 interventi ispettivi, con la constatazione di elementi positivi di reddito non dichiarati per 741.755.879 euro, e per 4,5 mln di Iva. Ma 1.264 “controllati” hanno opposto l’adesione allo scudo fiscale per un ammontare di capitali rimpatriati pari a 1.669.075.253 euro. Dunque, in sostanza, sarebbero stati evasi da parte dei contribuenti italiani poco più di 741milioni di euro.

I nomi compongono la seconda parte della lista Falciani, già divulgata in modo incompleto dall’ex dipendente franco-italiano dell’istituto nel 2008

I nomi compongono la seconda parte della lista Falciani, già divulgata in modo incompleto dall’ex dipendente franco-italiano dell’istituto nel 2008: dopo aver sottratto i dati, li consegnò al governo francese, che nel 2010 li aveva diffusi ad altri Paesi. Nella prima tornata c’era una lista di “pochi cittadini francesi”, il minimo “per far partire una inchiesta giudiziaria”, ha spiegato Falciani, che al momento vive sotto protezione tra Francia e Spagna, nonostante sia ricercato dalla Svizzera per spionaggio economico, sottrazione di dati e violazione del segreto bancario. Ora è arrivato il resto, che “era custodito in una cloud”. Lo hanno analizzato e distribuito i giornalisti del network ICIJ (International Consortium of Investigative Journalism), che comprende 26 testate come Bbc, Guardian, Espresso e si occupa del coordinamento dell’inchiesta.

Tra i nomi ci sono celebrità internazionali come John Malkovich, Tina Turner e Phil Collins; autorità come il re Mohammed VI di Marocco e Abdullah II di Giordania; Rami Makhlouf, cugino del dittatore siriano Bashar al Assad; la modella Elle McPherson. Ci sono anche molti nomi di peso italiani, tra i quali Flavio Briatore (che ha cominciato a rispondere alle accuse), Valentino Garavani (alias Valentino), il pilota Valentino Rossi, non nuovo a problemi di natura fiscale. Va specificato che la semplice presenza sulla lista non significa aver commesso un reato, e che gli interessati potrebbero aver già messo in regola la propria posizione con il Paese.

L’Italia è quinta per numero di clienti della filiale della Hsbc. Al primo posto c’è la Svizzera (11.235 clienti), poi la Francia (9.187 clienti) e il Regno Unito (8.848)

L’Italia, in ogni caso, è quinta per numero di clienti della filiale della Hsbc. Sono 7.499, per un totale di circa 7,4 miliardi di euro, più o meno il fatturato di Ferrovie dello Stato di un anno. Al primo posto c’è la Svizzera (11.235 clienti), poi la Francia (9.187 clienti) e il Regno Unito (8.848). Dal canto suo la banca ha già fatto sapere di avere abbandonato le pratiche in uso all’epoca, e che la filiale svizzera resta indipendente e scollegata del resto del circuito. Può essere. Ma dalle rivelazioni che continuano a uscire sembra che la situazione sia solo all’inizio.

Secondo quanto riporta l’Ansa La Procura di Roma potrebbe tornare ad occuparsi della ‘Swissleaks’ di evasori italiani indicati tra i clienti che avrebbero depositato presso la Hsbc Private Bank di Ginevra milioni di euro sottratti al fisco. Questo potrebbe avvenire nel caso in cui comparissero nella lista che comprende 7 mila persone nomi nuovi rispetto ai circa settecento di pertinenza dei magistrati capitolini di cui si sono occupati nel 2011 quando ci fu la prima fuoriuscita di nominativi nell’ambito della lista Falciani. La vecchia indagine, affidata al pm Paolo Ielo, si è conclusa con una serie di archiviazioni per intervenuta prescrizione. Solo per un paio di casi si è proceduto alla richiesta di rinvio a giudizio che è ancora pendente davanti al gip.

Intanto è arrivato il primo sequestro in Italia da parte della Fiamme Gialle su un nominativo ricompresi nella “Lista Falciani”. Le indagini nei confronti di Salvador Vicente Frieri Gallo e Giuliano de Angelis (soggetto – fa sapere la Guardia di Finanza – con un “curriculum” di precedenti di polizia che partono dalla fine degli anni ’70 e che vanno dall’estorsione all’usura, dalla ricettazione alle lesioni personali sino bancarotta fraudolenta), entrambi arrestati nel marzo 2013 per estorsione, sono proseguite per ricostruire i prestiti di tipo usurario concessi nel triennio 2011-2013 ad una pluralità di soggetti residenti nella Capitale. Frieri Gallo è uno dei nomi della Falciani insieme al fratello Arturo Rafael.

Stando alle indagini i fratelli Frieri Gallo, ricompresi nella lista Falciani erano riusciti ad aggirare la normativa dello Stato italiano, omettendo di denunciare nel complesso redditi dal 2003 in avanti per oltre 331 milioni di euro, di cui 60 dal 2007 al 2012

Dagli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma è emerso che Frieri Gallo concedeva i prestiti usurai, mentre De Angelis si occupava di procacciargli i clienti, tra cui il titolare di un autosalone privato di tutti i guadagni derivanti dalla vendita delle autovetture e senza più potere di gestione nel proprio esercizio.

Stando alle indagini i fratelli Frieri Gallo erano riusciti ad aggirare la normativa dello Stato italiano, omettendo di denunciare nel complesso redditi dal 2003 in avanti per oltre 331 milioni di euro, di cui 60 dal 2007 al 2012. A Frieri Gallo e De Angelis, fanno sapere le Fiamme Gialle, sono stati quindi sequestrati beni tra cui 20 immobili a Fondi (LT), Padula (SA) e nel centro storico di Roma, 3 autoveicoli di lusso (tra cui una Maserati Quattroporte) e numerosi conti correnti bancari. Il tutto ammonta a oltre 18 milioni di euro. Posti i sigilli anche a 3 società formalmente panamensi e delle Isole Vergini Britanniche (in realtà gestite dall’Italia) e a una immobiliare romana. L’evasione dei due sarebbe per una cifra di 331milioni di euro.

Falciani: «L’Italia è un vero problema. I magistrati non hanno occhi per piangere e sono costretti ad archiviare le inchieste. Condoni e prescrizione sono state le due pietre tombali»

Lo stesso Falciani, intervistato da Il Sole 24 Ore, sull’Italia dice: «L’Italia è un vero problema perché tutto è organizzato per criminalizzare le informazioni che arrivano. Le regole, poi, sono talmente complesse che rendono impossibile il contrasto all’evasione fiscale. I magistrati non hanno occhi per piangere e sono costretti ad archiviare le inchieste. Condoni e prescrizione sono state le due pietre tombali».

Ultimo aggiornamento 10 Febbraio 2015