Il fascino (molto) nascosto dei codici aeroportuali

Il fascino (molto) nascosto dei codici aeroportuali

Ogni viaggiatore che si rispetti sa benissimo cosa è il codice aeroportuale Iata (International Air Transport Association). Semplice. È un codice, a tre lettere, attribuito agli aeroporti del mondo. Ognuno ha il suo? No: 323 dei 17.576 codici possibili sono usati da più di un aeroporto. Cosa succede? Che la valigia per Città del Messico finisce in un oscuro aeroporto africano? No, tranquilli.

In ogni caso, i maggiori aeroporti hanno un codice preciso. A volte è intuibile, altre no. Ad esempio, il codice EYW designa l’aeroporto di Key West. Perché non c’è la “K”? La Federal Communication Commission (Fcc) ha stabilito che le lettere “k” e “w” debbano essere utilizzate solo per le stazioni radio. E allora si è passati direttamente alla lettera successiva.

Anche altri sono complicati. Ad esempio, IXC indica l’Aeroporto di Chandigarh, in India. Del nome della città (famosa per essere “la Bella”) rimane solo l’ultima lettera, la “C”.

E Malpensa? MXP. Semplice, M e P derivano da “Cascina MalPensa”, mentre la “x” viene utilizzata quando l’altra lettera che si vorrebbe usare è già presa.

Questi sono solo alcuni degli affascinanti aneddoti che riguardano il mondo dei codici aeroportuali del mondo. In questo sito ne potrete trovare molti di più (non è completo, ma potete contribuire), in ordine alfabetico. Per ciascuno c’è una curiosità e un’immagine. Per chi è abbastanza nerd, poi, potrebbe anche costituire la base di serate di giochi tra amici. Ma noi ci dissociamo.

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