Pizza ConnectionIl sistema grandi opere incalza l’Anas di Ciucci e Lupi

Il sistema grandi opere incalza l’Anas di Ciucci e Lupi

Tutte le strade dell’inchiesta della procura di Firenze sul “Sistema” di corruzione sulle “Grandi Opere” portano in Anas, società del ministero dell’Economia che controlla la rete autostradale in Italia, da anni avamposto di Pietro Ciucci, inamovibile presidente e amministratore delegato, vero intoccabile e boiardo di stato. Anche gli uffici di Anas sono stati perquisiti durante le indagini perché diversi appalti finiti in mano alla Spm Consulting di Stefano Perotti sono direttamente collegati all’ente che in teoria dovrebbe essere sorvegliato dal ministero dei Trasporti Pubblici.

Il presidente di Anas Ciucci martedì 17 marzo dovrà comparire  per la terza volta nel giro di poche settimane davanti alla Commissione Lavori Pubblici

E qui c’è la prima questione su cui stanno lavorando gli inquirenti, perché l’arresto di Ercole Incalza, per più di dieci anni capo della struttura di missione e molto legato all’attuale ministro Maurizio Lupi come dimostrato pure dalle carte dell’inchiesta, gettano un ombra lunga sull’avamposto di potere di Ciucci. Non a caso l’attuale numero uno di Anas – che martedì 17 marzo dovrà comparire per la terza volta nel giro di poche settimane davanti alla Commissione di Lavori Pubblici – è stato difeso in queste settimane di crolli e cedimenti dalla Sicilia alla Calabria proprio da Lupi, mentre il presidente del Consiglio Matteo Renzi ne avrebbe preso le distanze.

La scorsa estate l’Anas di Ciucci finì nelle carte dell’inchiesta del Mose per la questione collaudi. Soprattutto gli incroci tra la Spm Consulting di Perotti e l’ente autostrade sono infiniti. Basti pensare che Massimo Perotti, padre di Stefano, è stato uno storico direttore generale dell’Anas, tecnico di area socialista che fu arrestato a metà degli anni ’80’ nello scandalo Icomec, inchiesta per alcune tangenti su alcuni appalti stradali. Tale padre tale figlio? Questo sarà la magistratura a stabilirlo. Ma le anomalie o comunque le particolarità non finiscono qui. Perotti Jr entrava ed usciva dagli uffici come fosse un interno, era di casa. Un direttore tecnico di Spm è un ex direttore Anas, si tratta di Vittoriano Picca. E il presunto sodale di Incalza aveva un sacco di lavori e consulenze grazie alle entrate nel ministero dei Trasporti, ma anche grazie allo stesso Picca. ll figlio della stesso Picca, Francesco, è oggi dirigente Anas in Liguria. E c’è pure la figlia Elisabetta, altra dipendente Anas nel Compartimento di Bari, fresca di vittoria al premio d’oro al valore atletico.

Tutte le strade dell’inchiesta della procura di Firenze sul “Sistema” di corruzione sulle “Grandi Opere” portano in Anas

La conta di autostrade e linee ferroviarie rientrate nell’ambito dell’inchiesta la fa il capo della Procura di Firenze Giuseppe Creazzo nel corso della conferenza stampa: Alta Velocità Milano-Verona, Nodo Tav di Firenze, tratta Alta Velocità Firenze Bologna, tratta Alta Velocità Genova-Milano, autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre, autostrada Reggio-Rolo-Ferrara e l’autostrada Eas Ender – Emmssad in Libia. Queste sono alcune delle grandi opere affidate alla direzione lavori della Ingegneria Spm, società di Stefano Perotti, uomo centrale nell’indagine dei pm fiorentini. Quest’ultima autostrada libica e l’ottenimento da parte del consorzio Italsarc del direttorato dei lavori inerenti l’appalto Anas riguardante un macro lotto dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, lega ancora l’inchiesta all’Azienda Nazionale Autonoma delle Strade.

La Spm di Perotti aveva infatti ottenuto anche la direzione dei lavori e della sicurezza del macrolotto 2 e 4b dal consorzio Italsarc, consorzio che gestisce i lavori sul tratto dove nelle scorse settimane è deceduto Adrian Miholca. Venticinque anni, lavorava sul viadotto «Italia», il più alto del nostro Paese, all’altezza di Laino Borgo, in provincia di Cosenza crollato durante i lavori di demolizione della vecchia impalcatura del viadotto. Direttamente da Anas International Enterprise aveva invece ottenuto l’autostrada Eas Ender – Emmssad in Libia. Non è un caso infatti che che il 21 ottobre 2014 uno degli indagati, Giulio Burchi (uomo del Cda di BreBeMi), riferisca all’ingegner Averardi di Anas dell’incarico ottenuto dal figlio del ministro Lupi proprio grazie all’intervento di Perotti. Gli interessi e il modus operandi adottati da Ercole Incalza, dominus del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nonostante la missione, e l’ingegnere Stefano Perotti puntavano proprio le società consortili. Queste ultime una volta preso l’appalto tramite suggerimento di Incalza avrebbero conferito allo stesso Perotti, oppure a società e professionisti a lui riconducibili, incarichi di progettazione e direzione lavori. Allo stesso tempo Perotti, secondo gli inquirenti, avrebbe assicurato l’affidamento di incarichi di consulenza a Incalza.