Pizza ConnectionLe grandi opere del “Sistema Incalza”

Le grandi opere del “Sistema Incalza”

Nella mappa, tutte le opere finite sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti e il loro valore.

Lo scorso 16 marzo l’operazione “Sistema” del Ros dei Carabinieri, coordinata dalla procura di Firenze, ha portato all’arresto di quattro persone e 51 indagati per un presunto giro di tangenti legato agli appalti sulle grandi opere. I reati contestati sono quelli di corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti e altri reati contro la pubblica amministrazione. A finire sotto la lente di ingrandimento dei pm è stato uno dei “grandi vecchi” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: Ercole Incalza, uomo che ha attraversato la storia di sette governi, in pensione dalla fine del 2014 e fino ad allora a capo della Struttura Tecnica di Missione istituita  presso lo stesso ministero.

Con lui è finito in manette anche Stefano Perotti, 56 anni, figlio di Massimo Perotti ex direttore generale Anas ed ex presidente della Cassa per il Mezzogiorno, arrestato negli anni ’80. Perotti era impegnato nella direzione lavori di almeno dieci grandi opere grazie agli accordi, secondo le indagini, con lo stesso Incalza: il suo compito sarebbe stato quello di favorire varianti e lievitazioni dei costi, pagando tangenti ad Ercole Incalza sotto forma di false consulenze.

Intanto Incalza, interrogato a Regina Coeli si difende: con Lupi solo «rapporti istituzionali», e il suo avvocato Titta Madia, citato dal Corriere della Sera, è certo che per l’ex capo della segreteria tecnica del ministero per le infrastrutture e i trasporti «sarà la quindicesima assoluzione» perché «Non c’è un euro che venga contestato all’ingegner Incalza che sia percepito al di fuori delle sue prestazioni professionali», ha argomentato il suo legale al termine dell’interrogatorio di garanzia nel carcere di Regina Coeli, a Roma. «È tutto registrato da fatture e dichiarazioni dei redditi – ha aggiunto l’avvocato Madia – e non si è mai visto un caso di corruzione nel quale il corrotto percepisca somme emettendo fattura e pagando l’Irpef».

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta