Come diventare persone pazienti

Come diventare persone pazienti

Pazienti si nasce. Secondo i ricercatori che hanno studiato la questione, la pazienza è una qualità innata (tanto che definiscono Tipo A le persone che hanno una risposta più veloce allo stress – e sono meno pazienti). In generale, essere impaziente dipende da alcuni automatismi del cervello che interpretano la causa del fastidio come una minaccia: la risposta è il rilascio di cortisone, ormone dello stress che è tossico per tutti i tessuti del corpo. Ma chi si spazientisce è destinato a soffrire di più degli altri?

No: esistono modi per imparare a diventare più pazienti. Alcuni sono i classici, classicissimi sistemi per evitare di sbottare all’istante – e lasciare che la rabbia sbollisca senza lasciare tracce. Altri sono più interessanti. In ogni caso, occorre ricordarsi bene di focalizzare cosa renda più o meno pazienti. Non si reagisce allo stesso modo per tutto: alcune cose infastidiscono di più e altre infasidiscono di meno, una volta raggiunta questa prima forma di consapevolezza, si può procedere.

(Consiglio preventivo) Una passeggiata
Tra le migliaia di cose positive che camminare fa alla salute, c’è anche quella di lasciar scorrere gli ormoni dello stress che si accumulano nell’organismo. Una bella passeggiata, soprattutto dopo situazioni difficili e stressanti aiuta a ritornare a un livello di pazienza nella norma. E a non arrabbiarsi per il minimo contrattempo.

Il classico: contare fino a dieci
Fin dai tempi dell’Iliade, contare fino a dieci è un rimedio perfetto per far passare la rabbia istantaea. Pochi secondi sono sufficienti per ripristinare una scala di valori accettabile e capire per cosa vale la pena arrabbiarsi.

Il classico bis: il sassolino
È un rimedio un po’ bizzarro che viene impiegato spesso. Serve a impedire automatismi che sembrano insuperabili. Tenere un sassolino in una tasca e poi, quando si sta per perdere la pazienza, trasferirlo nell’altra. Questo è un modo per spezzare il ciclo di pensieri che porta allo scoppio d’ira. Viene utilizzato anche per impedirsi di pensare a una persona amata che però provoca grandi sofferenze.

Avvertire chi provoca fastidio
Va benissimo con i bambini: prima di arrabbiarsi, è bene avvisarli, in modo chiaro: “Sto per perdere la pazienza”. È un buon modo per dare loro un’ultima occasione prima della sfuriata, e anche per capire che c’è qualcosa che non va in generale.

Praticare piccole soste di meditazione
Bastano pochi secondi al giorno, anche programmati (con una sveglia, ad esempio), per interrompere tutto ciò che si fa e concentrarsi solo sul proprio respiro. Inspirare, espirare. Inspirare, espirare.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

X

Linkiesta senza pubblicità, per gli iscritti a Linkiesta Club

Iscriviti a Linkiesta Club