Gli studenti in corteo: “Non lavoriamo gratis per Expo”

Gli studenti in corteo: “Non lavoriamo gratis per Expo”

MILANO – «Expo è un evento che alla nostra generazione non porta niente di buono. Noi non vogliamo lavorare gratis e sentirci dire di aspettare perché in futuro verremo pagati». Il corteo degli studenti contro Expo a Milano, alla vigilia della grande manifestazione del 1 maggio, se la prende con il volontariato richiesto per l’esposizione universale e con le polemiche sui giovani bamboccioni che non hanno voglia di lavorare esplose nei giorni scorsi. «Sono arrivati dicendo che Expo sarebbe stata una opportunità per tutti, invece è una opportunità solo per loro», urlano i ragazzi da uno dei camioncini. Gli studenti in corteo sono arrivati da Veneto, Piemonte e anche dalla Campania. Ci sono tedeschi, svedesi e francesi che prendono la parola. «La precarietà non è solo qualcosa che riguarda i sei mesi di Expo, è un modello che si replicherà in futuro», ripetono.

Durante il percorso, sono stati attaccati con uova, pietre, petardi e vernice i luoghi simbolo di Expo. Come Manpower, selezionatrice di oltre 500 lavoratori per Expo spa, finita al centro delle polemiche per aver affremato che l’80% dei ragazzi aveva rinunciato al lavoro perché avrebbero dovuto lavorare durante l’estate. Contro la sede dell’agenzia per il lavoro sono volate uova, petardi, pietre e qualche ragazzo ha rotto anche qualche vetro. Un  momento di tensione, con una piccola carica della polizia. Ma gli stessi manifestanti hanno allontanato i violenti. Di tanto in tanto una decina di ragazzi si mascherava con cappucci neri impermeabili grazie all’aiuto di un telo usato per coprirsi. Poi gli stessi tiravano fuori l’armamentario di uova, spray e vernice. Prese di mira anche la sede dell’Enel, dell’Inps e dell’ambasciata turca. Lungo il percorso del corteo sui muri rimangono scritte di vernice “no Expo” e “sfonda la città vetrina”. «A chi ci chiede se tra noi ci sono i violenti», dicono, «noi rispondiamo che i violenti sono quelli che hanno messo le mani sulla città. Chi ha chiesto agli abitanti di Milano se volevano i grattacieli e se gli piacevano?». 

Il videoracconto del corteo

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