Perché Apple sta già cambiando la spesa via smartphone

Perché Apple sta già cambiando la spesa via smartphone

Quando Apple Pay è stata presentata lo scorso settembre, Osama Bedier non era rimasto particolarmente colpito. Da tempo nel comitato esecutivo di PayPal e oggi a capo di una start up di pagamenti chiamata Poynt, Bedier ha trascorso più di due anni a gestire il servizio di portafoglio digitale di Google (Google Wallet), che permette alle persone di utilizzare il proprio telefono per pagare i prodotti alla cassa. Questo sistema utilizzava alcune delle tecnologie implementate da Apple Pay e aveva fallito miserabilmente nel tentativo di prendere piede. Nonostante la promessa avvincente – un sistema di pagamento sicuro e pratico attraverso la pressione di un comando sull’iPhone – vi erano quindi buone ragioni per dubitare che questo Apple Pay ottenesse un risultato differente. 

Google Wallet aveva fallito nel prendere piede. Apple è riuscita a far salire vertiginosamente gli ordini

Eppure, quando Apple Pay è stato lanciato appena qualche settimana dopo, Bedier si è convertito. Poynt è un nuovo terminale di pagamento – che i negozianti possono utilizzare per accettare pagamenti via Apple Pay – e l’avvento del servizio di Apple ha aiutato ad incrementarne vertiginosamente gli ordini. «Ora i commercianti ricevono la visita di clienti che chiedono per quale motivo non possono utilizzare Apple Pay», racconta Bedier dal quartier generale della Poynt a Palo Alto, dove un registratore di cassa di cent’anni fa è esposto a testimonianza della lunga storia delle tecnologia di pagamento. Originariamente, Bedier si aspettava che Poynt vendesse 20.000 terminali nel 2015, ma dopo il lancio di Apple Pay si è dovuto affrettare per trovare un produttore di Taiwan che potesse gestire l’incremento di domanda. «Apple Pay ha dato il via alla corsa per i pagamenti mobili», dice.

L’impulso verso le tecnologie di pagamento mobile stava già crescendo prima che Apple Pay venisse presentato lo scorso autunno

L’impulso verso le tecnologie di pagamento mobile stava già crescendo prima che Apple Pay venisse presentato lo scorso autunno. Secondo un sondaggio della Riserva Federale degli Stati Uniti, rispetto al 6 per cento registrato nel 2012, nel 2013 all’incirca il 17 per cento degli utenti smartphone ha effettuato un pagamento elettronico. Secondo la Forrester Research, invece, i pagamenti mobile negli Stati Uniti sono raddoppiati fino a raggiungere i 3,7 miliardi di dollari nel 2014. Nel frattempo, mentre servizi quali Uber e negozi quali Starbucks permettono ai clienti di pagare tramite app mobile, le transazioni che un tempo ci portavano a tirare fuori il portafogli stanno sparendo all’interno del telefono cellulare, dove sono più veloci e dovrebbero essere più sicure. È possibile utilizzare i dati delle proprie carte di credito senza mai doverla estrarre dal portafogli. «Sappiamo che le persone, dopo aver utilizzato il proprio cellulare per effettuare un pagamento un paio di volte, non tornano più indietro», dice Ed McLaughlin, direttore responsabile di alcune nuove tecnologie di pagamento per MasterCard.

«Sappiamo che le persone, dopo aver utilizzato il proprio cellulare per effettuare un pagamento un paio di volte, non tornano più indietro»

Anche se Apple non ha inventato i pagamenti mobile, ha contribuito significativamente a migliorarli. Nello stesso modo in cui Apple ha semplificato l’utilizzo di un computer, la riproduzione di canzoni e la comunicazione in movimento, Apple Pay è incentrato sull’acquisto di beni e servizi, online come offline. Ciascuna innovazione finanziaria a partire dall’invenzione del denaro a quella della carta di credito ha ridotto l’attrito fra gli scambi commerciali e accelerato il ritmo del commercio. Apple Pay fa la stessa cosa: segna la fine della firma, della patente di guida e di altri problemi che risalgono a metodi di pagamento precedenti.

Il sistema è anche più pratico dei servizi mobile che sono arrivati prima. Apple Pay funziona automaticamente quando il proprio telefono viene passato sul terminale di pagamento, senza alcun bisogno di aprire un’app come nel caso di Google Wallet o PayPal. Premendo il pollice sul cellulare è possibile eliminare la necessità di ricorrere a un codice Pin e velocizzare la transazione. Il tutto vale a prescindere che si stia prenotando una stanza su Airbnb o acquistando un panino da Subway. Il sistema fonde il mondo fisico e quello virtuale del commercio in un modo che nessun altro sistema ha mai saputo fare prima.

Il sistema è più pratico dei servizi mobile precedenti. Apple Pay funziona senza bisogno di aprire un’app come nel caso di Google Wallet o PayPal

Questo non significa che la maggior parte delle persone getterà il propri portafogli e si metterà a sventolare il proprio telefono cellulare in ogni negozio nel 2015 – siam ben lontani dall’assistere a una scena simile. I 3,7 miliardi di dollari in pagamenti mobile registrati dai negozi negli Stati Uniti lo scorso anno sono una semplice goccia nel secchio da 4mila miliardi di dollari che rappresenta la spesa al dettaglio dei consumatori. Oltre a questi, altri 12mila miliardi di dollari sono stati spesi in servizi. Lo stesso Apple Pay deve affrontare un’ondata di sfide, non solo nella forma dei portafogli rivali che vengono offerti da Google, PayPal, rivenditori ed operatori wireless. Al momento, solo i possessori di un iPhone 6 possono utilizzare Apple Pay nei negozi, e il sistema è solamente disponibile negli Stati Uniti, anche se il 98 per cento degli negozi nel Paese manca degli appropriati terminali di checkout per accettarlo. Per finire, Apple Pay è lontano dal sostituire cose come un portafogli fisico – in particolar modo le tessere punti dei negozi. L’app di Starbucks, che è una combinazione fra un localizzatore di punti vendita, carta premi e motore di pagamento tutto in uno, continua ad essere lo strumento di pagamento mobile più diffuso fra le catene commerciali.

Il 98 per cento degli negozi nel Paese manca degli appropriati terminali di checkout per accettarlo e gli scambi finora sono una goccia nel mare degli acquisti

Nonostante tutto, Apple ha azzeccato diversi aspetti, per cui Apple Pay potrebbe veramente rivelarsi una pietra miliare. Nessuna delle tecnologie individuali al suo interno è nuova, ma la portata del controllo che Apple ha sia sul software che sul hardware di un iPhone – che supera le capacità di Google con Google Pay persino sui telefoni Android – le ha permesso di combinare queste tecnologie in un servizio evidentemente più semplice da utilizzare di tanti altri.

Come risultato, Apple sta gettando gli standard per l’industria dei pagamenti. I commercianti stavano discutendo se utilizzare il codice barre o la tecnologia radio della comunicazione in prossimità (Nfc) per permettere a un telefono cellulare di inviare le informazioni di pagamento al terminale di checkout. La scelta di Apple di implementare la tecnologia Nfc all’interno dei propri telefoni significa che molti negozi si sentiranno costretti ad ottenere terminali che supportino la comunicazione in prossimità così da massimizzare la propria attrattività per milioni di possessori di iPhone.

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Soprattutto, il tempismo di Apple è stato impeccabile. Le reti delle carte di credito hanno fissato all’ottobre 2015 il termine ultime entro il quale i commercianti dovranno aggiornare i propri terminali affinché accettino carte di credito dotate di chip di sicurezza incorporato – scaduto il tempo, i commercianti che non avranno aggiornato i propri sistemi rischieranno di essere citati per frode. La maggior parte di questi nuovi terminali supporterà già la tecnologia Nfc. Anche se il processo di aggiornamento richiederà anni prima che la maggior parte dei negozi vengano raggiunti, secondo Keith Rabois, un ex dirigente di PayPal e Square ed investitore in diverse startup di pagamento, Apple Pay potrebbe contribuire a velocizzare la transizione.

Apple Pay ha già preso piede più in fretta di Google Wallet o qualunque altro sistema di pagamento mobile introdotto finora. «I tempi per Apple erano maturi», dice Jason Buechel, chief information officer della Whole Foods Market, dove quasi il 2 per cento delle vendite a metà di gennaio è avvenuto tramite Apple Pay. McDonalds ha rivelato che i pagamenti tramite Apple Pay ammontano già alla metà delle transazioni su telefono cellulare, mentre i pagamenti mobile a Walgreen sono raddoppiati in seguito al debutto di Apple Pay. Secondo uno studio effettuato dalla società di intermediazione Investment technology Group, nel mese di novembre intorno al 60 per cento dei clienti ha utilizzato il sistema per tre volte il numero di pagamenti effettuati tramite PayPal da parte di nuovi clienti.

Se l’avanzata di Apple Pay proseguirà con questo ritmo, Apple ne guadagnerà enormemente

Se l’avanzata di Apple Pay proseguirà con questo ritmo, Apple ne guadagnerà enormemente, non solo per quello 0,15 per cento di interesse su ciascuna transazione; secondo una stima da parte del finanziere Carl Icahn, questa parcella renderebbe ad Apple appena 2,5 miliardi di dollari nel 2017 anche nel caso in cui il sistema dovesse guadagnarsi uno share del 30 per cento sulle spese via carta di credito e carta di debito. Si tratta di una frazione minuscola se confrontata con le entrate fiscali pari a 183 miliardi di dollari dichiarate per il 2014. L’impatto maggiore arriverà invece dal consolidamento delle qualità di un iPhone. Una volta abituatisi ad utilizzare Apple Pay ogni giorno, oltre ad altri servizi Apple quali iCloud ed iTunes, difficilmente si riuscirà a trovare una ragione per passare ad un Android.

Per l’attenzione che Apple Pay sta ricevendo nei negozi, la più grande opportunità nei prossimi anni si presenterà con la possibilità di agevolare un innumerevole insieme di app e servizi. Basti pensare alla rapidità con la quale avviene il pagamento di una corsa su Uber. Secondo Rabois, Apple Pay potrebbe portare questo stesso livello di praticità e semplicità a migliaia di servizi on-demand nel settore dei trasporti, della consegna a domicilio e molto altro. Una volta abituatesi ad effettuare pagamenti con un semplice cenno del dito, le persone cominceranno ad esigere di poterlo fare altrove.

(traduzione di Matteo Ovi)