Anche Mark Twain da giovane era un precario

Anche Mark Twain da giovane era un precario

Ventinove anni, i dubbi di chi non sa cosa fare della propria vita, i debiti, l’alcol per aiutarsi a superare le difficoltà quotidiane e, ogni tanto, i propositi suicidi. No, non è il ritratto di un giovane della generazione d’oggi, ma quello di Mark Twain, che evidentemente non è sempre stato il placido baffone con il sigaro e la certezza di aver scritto dei classici della letteratura americana e mondiale.

Quando aveva trent’anni Mark Twain era un precario da tutti i punti di vista, e all’epoca era sospetto e inusuale

Poco prima dei trent’anni, infatti, l’autore delle Avventure di Huckleberry Finn non se la passava particolarmente bene, stretto in una vera e propria crisi di incertezza economica, lavorativa, psicologica e, se dobbiamo credere alle voci sull’alcol, anche di equilibrio. Crisi che tra l’altro era acuita dal fatto che per l’epoca, diversamente da oggi, aver raggiunto quell’età senza le idee ben chiare su ciò che si voleva fare nella vita era piuttosto sospetto e inusuale. 

Che disagio, povero Mark. Ma ora sappiamo che anche in quel periodo (attorno al 1864) compose testi nel suo stile inconfondibile e brillante

Che disagio, povero Mark. Eppure, ora sappiamo che anche in quel periodo (attorno al 1864) compose testi interessanti, che confermano lo stile inconfondibile e brillante che siamo abituati a riconoscergli a partire dalla lettura delle sue opere successive e più famose. Proprio di recente infatti alcuni studiosi di Berkeley hanno scoperto una serie di articoli attribuibili a Twain, scritti durante il periodo di cui sopra, quando il nostro autore collaborava con il San Francisco Dramatic Chronicle. Si tratta di pezzi di circa 2000 parole, “lettere” che ogni giorno il giovane Mark Twain redigeva e spediva con la diligenza perché venissero pubblicate sul giornale Territorial Enterprise di Virginia City.

Il contenuto? Estremamente vario, visto che si andava dalla denuncia dei poliziotti corrotti di San Francisco e delle punizioni che avrebbero meritato, al racconto degli incidenti in miniera. E il tutto caratterizzato da estrema chiarezza, sincerità e umorismo, come racconta Bob Hirst, a capo del progetto portato avanti dall’università di Berkeley.

«si tratta di materiale del tutto nuovo», spiega Hirst, «anche per gli amanti di Mark Twain»

La scoperta di questi pezzi si deve a una ricerca minuziosa negli archivi digitali dei giornali e nelle raccolte di ritagli, per scovare gli articoli firmati dallo scrittore. A cui è stata comunque attribuita, proprio in base a quello stile incomparabile, anche la paternità di alcuni pezzi anonimi. In ogni caso «si tratta di materiale del tutto nuovo», spiega Hirst, «anche per gli amanti di Mark Twain», che potranno così trovare nell’autore di questi testi un osservatore attento della città in cui viveva e delle sue dinamiche, un reporter curioso e acuto nei confronti di tutto ciò che gli accadeva intorno.

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