“Niente preside sceriffo, sulla Buona scuola siamo aperti a modifiche”

“Niente preside sceriffo, sulla Buona scuola siamo aperti a modifiche”

Simona Malpezzi è la prof deputata Pd, tra i membri della Commissione cultura della Camera che stanno limando, correggendo, modificando il disegno di legge sulla Buona scuola approvato dal consiglio dei ministri. Sulla sua pagina Facebook risponde ai dubbi degli insegnanti e aggiorna sui lavori in Commissione, beccandosi anche qualche insulto. Lo sciopero? «Mancanza di fiducia», dice, «verso un disegno di legge che come tale è passibile di una serie di cambiamenti. Ma è anche il frutto della circolazione di informazioni non vere».

A che cosa si riferisce?
Sono anch’io una insegnante e su Whatsapp mi arrivano messaggi con notizie false sulla riforma. Si è detto che avremmo svuotato gli organi collegiali della scuola, quando invece abbiamo attribuito al consiglio di istituto l’approvazione del Piano dell’offerta formativa, quindi con un coinvolgimento degli studenti e degli insegnanti. Questo era un emendamento proposto dagli studenti stessi, che noi abbiamo accolto. Si è detto che avremmo tolto i soldi alla scuola statale per darli a quella privata, quando abbiamo proposto addirittura la detrazione per le spese scolastiche delle famiglie. Addirittura era circolata la notizia che negli scrutini scolastici ci sarebbe stata la supervisione di un genitore di uno studente, come se volessimo controllare gli insegnanti.

Gli insegnanti temono in effetti un attacco alla libertà di insegnamento con la figura del preside sceriffo.
La libertà di insegnamento non è assolutamente in pericolo. Il dirigente scolastico sarà valutato in base alle scelte che farà, ma dobbiamo metterlo in condizione di poter lavorare e di scegliere la propria squadra. Non sarà una chiamata diretta degli insegnanti, come si dice, ma la scelta da un albo territoriale di soli assunti. I docenti iscritti agli albi sono esattamente quelli che servono alle scuole per coprire il fabbisogno, quindi nessuno resterà fuori. Il preside individuerà dall’albo gli insegnanti che occorrono alla scuola. Se nell’albo non c’è il docente che serve alla scuola, si continueranno a reclutare i docenti dalle graduatorie d’istituto per le supplenze.

Resta comunque una scelta discrezionale del preside, che comporta il rischio di abusi e favoritismi.
Sì, è una scelta discrezionale, ma da un albo di assunti nessuno dei quali resta a casa senza stipendio. E il dirigente non potrà licenziare gli insegnanti sgraditi. In più in base alle scelte che farà verrà valutato. Ci sono insegnanti bravissimi e altri meno portati come avviene in tutte le professioni. Oggi la scelta da parte dei dirigenti già esiste ma è mascherata dietro la non scelta.

Cioè?
Quando si deve nominare un supplente, oggi il preside preferisce non chiamare l’insegnante che non gli piace e attendere che venga chiamato da altri in modo da accorciare la lista.

Quello che preoccupa gli insegnanti sono anche i 200 milioni in premi economici al merito che il preside ha il potere di assegnare agli insegnanti.
Su questo c’è da parte nostra un’apertura a discutere e a modificare anche questa parte. Non sarà solo una scelta del preside.

A che punto sono i lavori in Commissione?
Stiamo discutendo l’articolo 6 del ddl.

Cosa avete modificato rispetto al testo iniziale?
Tra le principali modifiche apportate rispetto al testo uscito dal consiglio dei ministri, c’è il ruolo del consiglio d’istituto nell’approvazione del Pof, la definizione dell’organico dell’autonomia per il potenziamento dell’offerta formativa della scuola, la possibilità per gli studenti delle scuole secondarie di avere un curriculum flessibile. Questo è un provvedimento importante contro la dispersione scolastica. Poi c’è il potenziamento dell’organico verticale alle scuole elementari e medie, con la possibilità di avere specialisti accanto ai docenti, con percorsi di compresenza che la Gelmini invece aveva tagliato.

Sindacati e associazioni della scuola criticano proprio questa differenziazione tra programmi che altererebbe il senso dell’uguaglianza dell’offerta nella scuola pubblica.
Abbiamo stanziato 40 milioni per la formazione e la didattica innovativa. I 40 milioni sono destinati a tutte le scuole.

La destinazione del 5 per mille alle scuole potrebbe creare scuole di serie A e di serie B, a seconda della zona in cui si trovano.
Anzitutto abbiamo inserito la perequazione. Ma si tratta anche di assunzioni di responsabilità. Parliamo comunque dell’articolo 15 e ci sarà ancora del tempo per discuterne.

Si discuterà anche sulle deleghe al governo?
Anche su questo stiamo discutendo. Le deleghe importanti resteranno al governo: come si diventa insegnanti, il diritto allo studio, la questione della valutazione della scuola primaria che non funziona e non è efficace. Altre deleghe siamo pronte a rivederle, come quella sugli organi collegiali. Insomma, non c’è alcuna chiusura e siamo pronti a discutere anche di questo.

Dalla piazza però studenti, insegnanti e famiglie hanno accusato il governo di aver fatto la consultazione online per poi decidere da solo.
Con il Pd ho fatto 95 tappe sulla buona scuola in tutta Italia. Molte delle richieste avanzate le abbiamo accolte. E molti degli emendamenti accolti vengono da parte delle associazioni degli studenti. Pensiamo ad esempio agli scatti di anzianità per gli insegnanti: all’inizio dovevano essere aboliti e sostituiti solo dagli scatti di merito. Invece sono rimasti perché l’idea non piaceva, e in più abbiamo aggiunto gli scatti di merito.

Resta il nodo delle assunzioni.
Con questo ddl finalmente si torna a investire in istruzione. Si prevede l’assunzione a tempo indeterminato di 100.703 precari. Oltre alle 55mila assunzioni previste dal turnover, ci saranno 45mila assunzioni aggiuntive che potenzieranno l’organico dell’autonomia. Per i docenti di seconda fascia, ci sarà un concorso ad hoc. Ma ribadiamo che si entra a scuola quando si è in ruolo e solo se abilitati.

Ma ce la farete a completare il piano delle assunzioni entro settembre?
Certo. Saremo pronti per l’inizio dell’anno scolastico. 

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