È il momento che la politica milanese investa sulla Città Metropolitana

È il momento che la politica milanese investa sulla Città Metropolitana

Eletto il Consiglio Metropolitano e approvato lo Statuto, si è aperta formalmente per la Città Metropolitana la fase dell’operatività, con il riassetto delle strutture tecniche e la definizione degli scenari che dovranno caratterizzare il Piano Strategico e il Piano territoriale. Una fase che offre l’occasione e che deve necessariamente aprirsi a un confronto preliminare diffuso rispetto alle future politiche del Consiglio metropolitano. Con queste premesse, un gruppo di circoli del PD ha organizzato un momento di approfondimento che si è svolto lo scorso 12 maggio presso la Sala Alessi di Palazzo Marino (Città Metropolitana: un’Agenda per le politiche). Sala inaspettatamente gremita con un centinaio di persone che si sono trovate alle 17,30 di un giorno feriale per informarsi e cercare di inquadrare un tema “difficile” e per molti aspetti “freddo”. Sicuramente il segnale di una tensione positiva che è opportuno incanalare in un serio ed efficace lavoro politico.

La provocazione lanciata dal seminario sottolinea l’urgenza di dare avvio alla formazione di un’Agenda delle politiche, nella convinzione che occorra dare forti e robuste spalle al nuovo Ente e ai protagonisti della sua attuazione, aprendosi a una discussione che deve tornare sul territorio e nelle articolazioni sociali senza il timore di dichiarare i propri limiti o farsi condizionare da fotografie o modelli interpretativi consolidati. In sintesi, l’obiettivo della discussione avviata auspica per le politiche della città metropolitana, lo sviluppo di una progettualità con un forte radicamento sociale. Radicamento necessario a contrastare alcune tendenze che oggi caratterizzano il clima intorno a questa vicenda e che vede un’indifferenza generalizzata da parte della cittadinanza, scetticismo da parte di operatori e tecnici, timore e cautela da parte del mondo della politica e degli amministratori. A questi, bisogna aggiungere che aver messo mano “de facto” a una riforma delle autonomie senza contestualmente agire sulla finanza locale, ne mette in discussione gli esiti.

Sulla Città Metropolitana gravano anche molte aspettative rispetto alla capacità di produrre una governance efficace, in grado di stimolare processi di sviluppo e crescita

Sulla Città Metropolitana gravano anche molte aspettative rispetto alla capacità di produrre una governance efficace, in grado di stimolare processi di sviluppo e crescita. Sia che si parli di un riordino tecnico-organizzativo che di ipotesi di configurazioni territoriali, occorre chiarire il senso e la direzione di marcia della Città Metropolitana e delle sue politiche, definire campo d’azione, scenario, attori e obiettivi rispetto ai quali successivamente conformare gli strumenti.

La discussione ha proposto alcuni dei temi più sensibili che caratterizzano l’attuale fase dell’area metropolitana milanese per i quali l’occasione della Città Metropolitana costituisce una significativa opportunità per mettere in campo inderogabili risposte da affidare necessariamente a politiche di ampio respiro territoriale. Tra questi:

– il tema del disagio e del degrado abitativo che costituisce già oggi una delle emergenze del contesto metropolitano e che tendenzialmente è destinato a incrementare i livelli di attenzione sociale. (Rabaiotti)

– la gestione e sviluppo di aree protette e dei parchi di cintura, il cui consolidamento costituisce un elemento cardine delle politiche territoriali e introduce il tema – vasto e particolarmente spinoso – della negoziazione con Regione Lombardia. (Treu)

– il sistema delle società partecipate che in questi ultimi anni ha visto un generalizzato decadimento delle qualità delle governance e che oggi costituisce una delle più rilevanti criticità per molte amministrazioni locali. (Balzani)

– la questione dell’integrazione, sia in termini di reti, modelli di esercizio e politiche tariffarie, dei diversi sistemi del trasporto e mobilità,(Bertolé) la cui parcellizzazione scarica sugli utenti costi e inefficienze difficilmente sostenibili e il cui il riconoscimento dal punto di vista “di un unico sistema”, evidenzia e sostanzia le reali dinamiche che caratterizzano la mobilità della regione urbana milanese….