Illy Caffè non può sognare: il giurì la bastona per aver imitato Pellini

Illy Caffè non può sognare: il giurì la bastona per aver imitato Pellini

Nel mondo del caffè solo Pellini può sognare, con buona pace di Illycaffè. Il Giurì di autodisciplina pubblicitaria ha inibito al gruppo triestino la prosecuzione della campagna “Sogno” perché troppo simile a quella del concorrente. Non solo: ha anche inibito l’utilizzo della parola “sogno” se associata al consumo del caffè. 

Secondo il Giurì l’idea alla base della campagna di Illy costituisce un’imitazione della campagna storicamente lanciata da Pellini anni or sono

Realizzata da Saatchi, la campagna è incentrata su cinque immagini statiche, tre delle quali diffuse e due in fieri. I soggetti della campagna Illy giocavano rispettivamente sul sogno di Andrea Illy (offrire il miglior caffè al mondo), di un personaggio chiamato Henrique (che coltiva caffè in Brasile e sogna che il figlio continui a lavorare caffè) e di uno chiamato Felipe (architetto e artista colombiano che sogna di realizzare la nuova tazzina Illy). Insomma, un sogno condiviso che i cinque protagonisti della campagna (all’appello mancavano i personaggi Christophe ed Alice) declinano in modo diversi.

Secondo il Giurì l’idea alla base della campagna di Illy, nella quale i cinque personaggi erano raffigurati nell’atto di consumare il prodotto in una situazione di estasi ed estraneazione dal mondo reale, costituisce un’imitazione della campagna storicamente lanciata da Pellini anni or sono. Nella pubblicità una modella, sveglia da poco e affacciata ad una vetrata che domina un panorama cittadino sotto la pioggia, sorseggia una tazza di caffè e si sente trasportata in un ondo irreale, sensuale, riscaldato dal sole.   

Lo spot Pellini, secondo il Giurì, non parla mai di sogno ma lo evoca continuamente e per intero, dal momento che la modella protagonista che degusta il caffè viene trasportata in un mondo onirico, appunto da sogno. Un sogno nel vero senso della parola, di traslazione in un  piano onirico, come tale proteggibile ai sensi dell’art. 13 del codice di autoregolamentazione pubblicitaria. Esattamente quello che tentano ora di comunicare le immagini della campagna Illy dove un sogno concreto, un obiettivo realizzabile, viene raffigurato con stilemi ed immagini tipiche del sogno onirico. Quindi un aggancio al sogno che nel caffè è, fino a prova contraria, quello di Pellini.

Illycaffè, da parte sua, a seguito della decisione del Giurì, che ricordiamo non è appellabile e non comporta sanzioni economiche salvo una “macchia” d’immagine, ha provveduto entro i tempi richiesti ad apportare alcuni correttivi sulla campagna pubblicitaria, mantenendone le caratteristiche essenziali di creatività e riconoscibilità. 

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