TaccolaLa Triennale del dopo-Expo? «Sarà il centro del mondo dei maker»

La Triennale del dopo-Expo? «Sarà il centro del mondo dei maker»

Una piccola Expo l’anno dopo di Expo, con la differenza che si terrà in varie parti di Milano e non richiederà la costruzione di enormi padiglioni fuori città. Sarà dedicata al design e alla nuova industria (interconnessa, come la chiamano negli Usa, o 4.0, secondo la definizione tedesca) e attirerà architetti ma anche molti makers, i nuovi artigiani che armeggiano con le stampanti 3D. È così che gli organizzatori immaginano la ventunesima Triennale internazionale di Milano. Comincerà nell’aprile 2016, una settimana prima del Salone del Mobile, e finirà il weekend del Gp di Monza, a settembre. 

Claudio De Albertis: «È il momento di riprendere a organizzare le triennali internazionali, perché siamo a una svolta: c’è una nuova rivoluzione industriale, il design può farci uscire dalla crisi»

Il legame con Expo sta nel fatto che la Triennale internazionale è l’unica istituzione culturale riconosciuta in via permanente dal Bie, il Bureau International des Expositions che organizza le esposizioni universali. La vicinanza di Expo è stata fondamentale nella decisione di tornare a organizzare una manifestazione che era stata abbandonata nel 1996, dopo 63 anni di storia? No, per Claudio De Albertis, presidente della Triennale: «Capita casualmente dopo Expo, la decisione di tornare a organizzare una triennale internazionale è stata presa due anni fa» dice a Linkiesta. «Con il Cda abbiamo pensato che fosse il momento di riprenderle perché siamo a una svolta. Negli Usa si parla di una nuova rivoluzione industriale, è necessario che ci sia un incontro internazionale perché siamo convinti che il design possa essere un grande strumento per uscire dalla crisi. Così è stato in passato, per esempio all’epoca della crisi petrolifera degli anni Settanta». 

Se è vero che “la storia della Triennale è quella delle sue esposizioni”, a un certo punto la formula aveva perso decisamente smalto. «Dopo il 1996 il presidente Augusto Morello decise di cambiare – spiega De Albertis -. Fu una scelta anche condivisibile, perché si era perso l’impulso delle triennali internazionali. Si decise di fare delle triennali al di fuori del Bie, della durata di tre anni. Da lì è nata la nuova Triennale». 

Ancora non si sa se a quella del 2016 seguirà anche una Triennale nel 2019, né sono noti i dettagli dell’evento (a partire dai costi e dai visitatori attesi). Di certo, continua il presidente dell’istituzione, «per Milano sarà una grande opportunità. In genere nell’anno dopo i grandi eventi le città hanno un momento di stanca. Milano potrà invece continuare a essere al centro del mondo. È certamente l’Expo dell’architettura e del design». 

L’unico dato su cui l’ex presidente dei costruttori di Milano si sbilancia è quello del numero di Paesi partecipanti. «Le aspettative che abbiamo è che ci sia il doppio dei paesi che parteciparono all’ultima Triennale internazionale, del 1996. Allora furono 30, puntiamo a 60 Paesi. Accanto alle nazioni la chiave sono le città e le istituzioni culturali e il ministero degli Esteri ci sta dando una mano al loro coinvolgimento».  

Il tema è il “Design After Design”. «La parola chiave è “after”, che significa sia “dopo”, e quindi cercheremo di capire come sarà il design negli anni a venire; ma significa anche “contro”: la gente si interroga sul fatto che sia sommersa da cose “disegnate”», commenta De Albertis.

A differenza delle passate edizioni, la XXI edizione si svolgerà in varie parti della città

A differenza delle passate edizioni, che si tennero alla Triennale (ma che diedero contributi al resto della città, come il quartiere QT8 di Milani), la XXI edizione si svolgerà in varie parti della città: l’ex Ansaldo, l’Hangar Bicocca, la Fabbrica del Vapore, l’Università Iulm, il Campus del Politecnico, il Museo delle culture e il Museo nazionale della scienza e della tecnologia. Fuori Milano, ci sarà una mostra alla Villa Reale di Monza, dove l’istituzione nacque, come biennale, nel 1923. 

«Ho anche mandato una lettera al nuovo e maestoso museo della Fondazione Prada – aggiunge De Albertis – , per chiedere se siano interessati a un coinvolgimento. Ci auguriamo che ci siano tanti visitatori, se penso a cos’è il Salone del Mobile, ci aspettiamo cinque mesi di mobilitazione della città». 

Alla Fabbrica del Vapore, in particolare, saranno chiamati dei giovani creativi internazionali, «saranno maker da tutto il mondo». A curare il progetto sarà Stefano Micelli, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università Ca’ Foscari di Venezia, autore del libro “Futuro artigiano”, manifesto dei maker italiani.

La presentazione della XXI Triennale internazionale è avvenuta durante l’assemblea di FederlegnoArredo, che organizza il Salone del mobile e sarà il principale sostenitore della manifestazione. «Vogliamo lanciare giovani architetti, con l’aiuto del ministero degli Affari esteri e delle aziende associate a FederlegnoArredo, che avranno modo di collaborare al progetto», ha detto Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo. «I fondi pubblici saranno limitati, na ci sarà l’appoggio di diverse associazioni di Confindustria. Vedo un ritorno bellissimo per le imprese che sosterranno il progetto», ha detto Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria.  

«Oggi si presenta una staffetta tra Expo e l’evento straordinario che si farà sul design – è stato il commento del ministro degli Affari esteri Paolo Gentiloni -. Avrà un rapporto stretto con il Salone del Mobile, che è un fattore di rigenerazione urbana. Intelligenza o fortuna, comunque sia questa staffetta è una straordinaria occasione, in un momento in cui c’è qualche segnale di ripresa, anche del mercato interno. Non dobbiamo enfatizzare, anche solo per scaramanzia, ma siamo in un passaggio fondamentale. I grandi eventi sono un’occasione di sviluppo». 

Per la XXI Triennale internazionale, ha aggiunto Gentiloni, «metteremo a disposizione le ambasciate e i consolati per avere uno straordinario successo come è il Salone del Mobile e come sarà Expo». 

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