Mom Milk, la startup del latte materno per bimbi prematuri

Mom Milk, la startup del latte materno per bimbi prematuri

Non lo sanno tutti, ma la principale causa di morte dei neonati nel primo mese è la nascita prematura, o pretermine. Il fenomeno è aumentato negli ultimi 20 anni, almeno nei Paesi presi in esame dall’Oms. In Italia, i bambini prematuri sono il 7% del totale ogni anno. E, fatto ancora più notevole, nonostante il numero delle nascite sia in calo, il numero dei neonati prematuri è in crescita costante. Nel novembre 2014 i nati erano 509mila, e circa 35.600 erano pretermine.

Per molti di loro (soprattutto i neonati ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale) non c’è disponibilità di latte materno. La soluzione è la creazione di banche del latte umano, le Blud. Il latte materno (fornito da madri che ne hanno in abbondanza) viene raccolto, trattato e conservato. Poi, in caso di necessità, viene somministrato ai bambini prematuri e a termine. È un aspetto che viene poco considerato: ma secondo le raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni Centro di Terapia Intensiva Neonatale dovrà, nel giro di pochi anni, essere dotato di una strumentazione per gestire il latte umano per i prematuri.

Nonostante il numero delle nascite sia in calo, il numero dei neonati prematuri è in crescita costante. Nel novembre 2014 i nati erano 509mila, e circa 35.600 erano pretermine

È in questo contesto che si inserisce il progetto Mom Milk, nato intorno al 2011 su impulso di un gruppo di privati. La startup (for profit) propone un nuovo sistema di pastorizzazione del latte materno, con il metodo High Temperature Short Time (HTST). Il latte viene trattato a 72 gradi per 15 secondi e mantiene tutte le proprietà nutritive e le componenti essenziali (immunoglobuline, lattoferrina, lisozima, linfociti, lipasi, citochine). «Un’idea che fin da subito aveva riscontrato un notevole interesse», spiega a Linkiesta Andrea Di Lemma, direttore finanziario del Parco Tecnologico Padano. «ma che ha riscontrato oggettive difficoltà a ottenere le convenzioni necessarie», oltre a una «ostilità perché si trattava di un business for benefit, ma che cercava di trarne profitti». Di fronte a questi problemi, si era deciso di abbandonare l’impresa.

È qui che si inserisce il Parco Tecnologico Padano, che decide di intervenire nella questione e rileva la startup, con una natura diversa, cioè non-profit. «Il progetto era quasi completo. Abbiamo a disposizione gli impianti, già pronti. Le prime sperimentazioni del metodo di pastorizzazione erano state fatte con latte di asina. Era un peccato che tutto questo venisse sprecato. Ora, con il nostro impulso, il progetto è diventato di responsabilità sociale, ed è in cerca di sponsor. L’obiettivo principale è sempre lo stesso: offrire supporto per le Unità di Terapia Intensiva Neonatale» e, in sostanza, salvare i bambini nati prematuri.

Il progetto Mom Milk propone un nuovo sistema di pastorizzazione del latte materno, con il metodo High Temperature Short Time (HTST). Il latte viene trattato a 72 gradi per 15 secondi e mantiene tutte le proprietà nutritive e le componenti essenziali

«La decisione di rilanciare il progetto Mom Milk risale a circa un anno fa, cioè nel 2014. Da quel momento sono stati riattivati gli impianti e ricertificati». Si sono stabiliti i contatti con le Unità di Terapia Intensiva Neonatale della Clinica Mangiagalli di Milano (in particolare per l’impianto), con l’Ospedale del Ponte di Varese. A livello finanziario, si può già citare «la Fondazione Banca Popolare di Lodi». I soldi da raccogliere non sono tanti, ma le cose da fare sono precise.

Per il futuro, «serve potenziare il sistema di pastorizzazione; aggiornare il software di tracciabilità del latte, da quando viene raccolto a quando viene somministrato ai neonati, anche per metterlo a disposizione di studi successivi; fornire starter kit (borsa termica, biberon e ghiaccini) per le mamme che vorranno fornire il proprio latte alla struttura ospedaliera», spiega Di Lemma. Tutte cose necessarie se si vuole, come si intende, nutrire il futuro.

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