Paure da startupper: il furto delle idee

Paure da startupper: il furto delle idee

Un’idea originale per lanciare un’impresa, e viene in mente di fondare una start up. Ma poi servono gli investitori, e la condizione per ottenere finanziamenti è raccontare il proprio business plan a qualche perfetto sconosciuto. A quel punto chi garantisce che la propria idea non verrà rubata? La questione è cruciale per i neoimprenditori e le opinioni al riguardo si dividono tra chi, come Emanuele Rivoira, fondatore di AlliumTech, racconta di aver rinunciato a bandi e business angel per aggirare il rischio, e altri, come Marco Bicocchi Picchi, presidente di Italia Startup, che ritengono il problema secondario: l’importante, dicono, è come il progetto viene messo in pratica.

«Non è l’idea a fare l’impresa ma gli imprenditori», secondo Alberto Onetti di Startup Europe Partnership. Gli fa eco Gianluca Dettori, presidente del fondo dPixel: «Facciamo altro, non avremmo il tempo di implementare le idee altrui». Eppure la paranoia dell’essere derubati della propia idea è piuttosto diffusa tra alcuni startupper, come per esempio Mary Franzese di NeuronGuard. Altri, come Selene Biffi di Spillover, Luca Sini di Guide Me Right e Daniele Biffoli di Gourmant, sono invece più cauti…

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