Roma, la “Grande Bruttezza” non è nata ieri

I numeri

Sembra quasi che Roma sia stata colpita da un’improvvisa invasione delle cavallette. Da quando il sindaco Ignazio Marino ha fatto sapere che non intende dimettersi dopo lo scandalo Mafia Capitale, tutti si sono accorti che a Roma non funziona niente. Gli autobus saltano le corse. La metro è affollata e i vagoni sono fatiscenti. Le strade hanno le buche e sono sporche. Che schifo! L’ha detto pure il New York Times, e se lo dice il New York Times allora l’emergenza esiste davvero. La domanda da farsi è: ma ci siete mai stati prima a Roma?

Il famoso degrado – scritto in italiano dal Nyt per renderlo più credibile – a Roma esiste da anni. Marino o non Marino, Alemanno o Rutelli, da anni ormai nella Capitale nessuno spera di vedere un autobus passare in orario. Lo sanno tutti che se hai un appuntamento a Roma e devi andare “coi mezzi”, ti tocca uscire con moltoanticipo. Con due linee di metro e le macchine in seconda fila che bloccano il passaggio degli autobus, sai quando parti ma non sai quando arrivi. Le buche, poi, non sono sprofondate improvvisamente nell’asfalto (chiedete a chi ha un motorino). E alzi la mano chi ha mai visto una strada pulita a Roma, fatta eccezione per via Condotti e qualche altra.

Anche la metro non è caduta nel caos improvvisamente. Chi ha la memoria lunga di certo ricorderà le scene epiche alle 8 del mattino al mezzanino di Roma Termini, dove le linee A e B si incrociano, con i poliziotti usati per bloccare la folla manco fosse un rito di purificazione nel Gange. E i lavori per la linea C a San Giovanni ormai sono quasi un monumento insieme al Colosseo e ai Fori. Pure le giornate di sciopero nella Capitale sono un incubo da sempre. Tant’è che il famoso sito “Roma fa schifo”, citato pure lui dal Nyt, è stato creato nel 2008, quando Marino sedeva ancora in Senato. Roma faceva schifo pure prima. Basta guardare i numeri che, come sempre, non mentono. E non c’è Marino o Alemanno che tenga.

Partiamo dai “mezzi”. Secondo un sondaggio condotto dalla app Moovit, che in diverse città del mondo informa su orari e tempi di attesa del trasporto locale, già nel 2013 i romani erano i cittadini che sprecavano più tempo ad aspettare i mezzi pubblici. A Roma si aspetta in media 35 minuti, mentre sugli autobus si trascorrono 102 minuti al giorno. Già nel 2013 il 79% dei romani diceva di essere insoddisfatto del trasporto pubblico e il 53% era frustrato dal non sapere quando arriverà il bus o il treno. Insomma, forse non avevamo fatto i conti, ma si sapeva già da prima che gli autobus romani saltano almeno una corsa all’ora. Provate a chiedere agli studenti fuorisede che da anni aspettano alle fermate affollatissime.

Nel 2011 si ricorda l’invasione dei binari dei passeggeri della Roma-Lido, esasperati dai continui rallentamenti e fermate ingiustificate. Gli allagamenti delle fermate e delle strade dopo le forti piogge sono ormai un appuntamento fisso degli autunni romani.

Si sa da tempo che Roma non ha un servizio di trasporti paragonabile a quello delle altre capitali europee: due linee contro le dodici di Londra, 25 di Berlino e 16 di Parigi. E i tassisti abusivi sul piazzale antistante la stazione di Roma Termini non sono spuntati ora come i funghi. Così come lo spettacolo degli ubriachi che ti accolgono sotto il cavalcavia della nuova Stazione Tiburtina deserta, i finti centurioni davanti al Colosseo e i borseggiatori in metropolitana.

Nessuno ci crede più. Tanto che negli utlimi quindici anni i romani si sono disaffezionati alla politica, quantomeno al voto. L’affluenza alle urne, che a metà anni Ottanta era poco al di sotto del 90%, è oggi poco sopra al 50%: poco più della metà dei romani ha esercitato il proprio diritto di votare il primo cittadino. L’affluenza è ai minimi storici.

Affluenza alle urne

Uno dei problemi che ha afflitto Roma in questi, e non solo da quando si è insediato Ignazio Marino al Campidoglio, è il tema dei rifiuti e delle discariche. Il tema è emerso anche nel corso delle indagini su Mafia Capitale, coinvolgendo alcuni dipendenti dell’Ama (la municipalizzata che si occupa della raccolta rifiuti, ma Roma ha dovuto fare i conti con il “sistema” di Manlio Cerroni, re delle discariche laziali. Già condannato a un anno per lo smaltimento dei rifiuti nella discarica Malagrotta, è stato arrestato a gennaio 2014 con l’accusa di associazione per delinquere, traffico illecito di rifiuti e truffa. Oggi si difende dal suo sito personale da cui scrive a Marino e ai dirigenti dell’Ama, ma il suo potere nel settore è durato per quarant’anni.

Oggi i rifiuti urbani prodotto sono calati, e negli ultimi anni c’è stato un incremento di circa il 5% sui rifiuti finiti in differenziata.

La spesa per il sociale del Comune di Roma è leggermente salita a cavallo tra le amministrazioni Alemanno e Marino e si è attesta, a livello di spesa pro-capite sopra la media dei comuni con oltre 500.000 abitanti. 

Spesa sociale pro-capite del Comune di Roma – Fonte: OpenBilanci

Così anche la spesa del Comune per i trasporti pubblici non ha subito scossoni particolari nelle ultime tre amministrazioni (Veltroni-Alemanno-Marino). 

Spesa per trasporti pubblici pro-capite del Comune di Roma – Fonte: OpenBilanci

Spesa per il turismo pro-capite del Comune di Roma – Fonte: OpenBilanci

In salita i contributi pubblici arrivati al Comune di Roma.

Conributi pubblici arrivati al Comune di Roma – Fonte: OpenBilanci

Un aumento della tassazione invece si è visto nella fase conclusiva dell’amministrazione guidata da Gianni Alemanno, che nel primo anno dell’amministrazione Marino invece si è ridotta riallineandosi alla spesa dei comuni con oltre 500.000 abitanti.

Entrate da tassazione del Comune di Roma – Fonte: OpenBilanci

Oggi a Roma in tanti lamentano che anche le indagini su Mafia Capitale abbiano fermato tutto. Ma come fanno notare a più riprese dalle parti della procura capitolini, a Roma «tutto è fermo perché tutto era inquinato». E una città come Roma a inquinarsi non ci mette certo due anni e un sindaco.

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