Lo stagista dell’Onu che dormiva in tenda: «Il mio è un atto di denuncia»

Lo stagista dell’Onu che dormiva in tenda: «Il mio è un atto di denuncia»

Per chi sogna una carriera nelle organizzazioni internazionali uno stage all’Onu è ovviamente molto allettante. Ma c’è un ostacolo che per molti può risultare insormontabile: l’Onu infatti non prevede alcun compenso a favore dei suoi stagisti. Benché possa sembrare incredibile, infatti, questa organizzazione così importante, che dispone di ingentissimi fondi – e infatti paga molto bene i suoi dipendenti – e gestisce ogni anno budget a molti zeri, finora non ha mai previsto di offrire un sostegno economico ai giovani che fanno stage presso le sue sedi. 

«Sono riuscito a prendere due piccioni con una fava: vivere a Ginevra con i miei fondi limitati e contribuire alla battaglia per i diritti degli stagisti»

Ed eccoci alla notizia di questi giorni: un 22enne neozelandese, David Hyde, arrivato in Svizzera con la prospettiva di uno stage di sei mesi nella sede Onu di Ginevra, ha cercato di risolvere la situazione dormendo in tenda. Dopo una settimana ha capito che non sarebbe riuscito a resistere in quella postazione così precaria, e ha deciso di interrompere il tirocinio; ma anziché farlo in silenzio, ha voluto denunciare pubblicamente la vergogna.

La testata online Repubblica degli Stagisti lo ha rintracciato: «Cercando un monolocale o un appartamento in condivisione – ha dichiarato – mi è stato subito chiaro che si trattava di prezzi assolutamente fuori dalla mia portata. Avevo bisogno di una soluzione in fretta e l’ho trovata, abbastanza semplice: vivere in una tenda. In questo modo sarei riuscito a prendere due piccioni con una fava: vivere a Ginevra con i miei fondi limitati e contribuire alla battaglia per i diritti degli stagisti».

Leggi l’articolo della Repubblica degli Stagisti con l’intervista allo stagista.

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