Pizza ConnectionIl risultato della lotta all’evasione: risparmieremo 3 euro e mezzo a testa

Il risultato della lotta all’evasione: risparmieremo 3 euro e mezzo a testa

ALL’ERARIO MANCANO 91 MILIARDI

Con la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (DEF) 2015, esce in allegato il “Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale”. Arrivato alla seconda edizione, il rapporto disegna la mappa dell’evasione fiscale in Italia, tracciando quello che in gergo tecnico si chiama “Tax Gap”, cioè la “differenza tra l’ammontare teorico del gettito di ogni imposta e l’ammontare del gettito effettivamente riscosso”.

Un parametro che negli ultimi dieci anni, nonostante annunci e misure per il contrasto dell’evasione, si è abbassato di pochissimo, tanto che, scrive Enrico Marro sul Corriere della Sera, il rapporto indica anche la quota di maggiori entrate derivanti da lotta all’evasione fiscale che devono trasformarsi in riduzione della pressione fiscale. Tenuto conto dei risultati ottenuti e dei limiti fissati dalla legge, il bilancio è davvero magro. Per il 2015 le maggiori risorse rispetto agli incassi ottenuti nel 2014 sono stimate in appena 143 milioni di euro. Se li suddividiamo per 40 milioni di contribuenti, fa tre euro e mezzo a testa. Un alleggerimento impercettibile.

Evasione iva UE (Media 2007-2013)

I miliardi sottratti alle casse dello Stato secondo il report sono 91, di cui 40 solo di Iva. Non a caso, l’Italia risulta essere in Europa il Paese col tasso di evasione più alto riguardo all’Imposta sul valore aggiunto.

Dal calcolo sono esclusi i contributi sociali (Inps e Inail) evasi. Guardando al tax gap complessivo, la media tra il 2001 e il 2006 è stata di 93 miliardi, mentre nel 2007-2013, poco più di 91.

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FUNZIONARI INFEDELI E BUCHI DI BILANCIO

Sempre in questi giorni, la Guardia di Finanza ha inviato alla Corte dei Conti il rapporto sui danni erariali, dunque alle casse dello Stato, causati dalla mala gestione dei funzionari pubblici infedeli. Gli illeciti in questo contesto hanno portato ammanchi alle casse dello Stato nei primi sei mesi del 2015 per 3 miliardi di euro, mentre in tutto il 2014 si era arrivati a quota 2 miliardi e 600 milioni.

Sono 11.600 i funzionari pubblici finiti sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti nel 2014. Nei primi sei mesi del 2015 sono 4.835 e tra le carte della Corte dei Conti c’è di tutto: dalla corruzione ai corsi di formazione finanziati con soldi pubblici e mai svolti, passando dai manager della sanità che gonfiano gli appalti, fino alle affittopoli nelle palazzine dello Stato.

I piatti più ricchi? La gestione del patrimonio pubblico, dove spiccano di fatto affitti mai riscossi oppure a prezzi stracciati all’interno degli appartamenti di proprietà del Comune; la sanità con manager compiacenti che gonfiano appalti e acquistano macchinari senza mai farli entrare in funzione; corsi di formazione mai svolti e consulenze e truffe con i fondi dell’Unione europea.

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