Pizza ConnectionAnas ancora sotto inchiesta: l’arresto che imbarazza il Pd

Ai domiciliari l'ex sottosegretario alle infrastrutture dell'ultimo governo Prodi, per gli investigatori è un “faccendiere oscuro”

La “Dama Nera”, che ha dato il nome all’indagine, è Antonella Accroglianò, dirigente responsabile del coordinamento tecnico amministrativo di Anas, il politico, ex sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture con Antonio Di Pietro, è Luigi Meduri. Il suo nome è centrale nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma, coordinata da Giuseppe Pignatone, che questa mattina ha portato agli arresti 10 persone (5 ai domiciliari tra cui lo stesso Meduri) con le accuse di associazione a delinquere, corruzione e voto di scambio, mentre altri 21 sono gli indagati.

Gli uomini della Guardia di Finanza hanno messo nel mirino «una cellula criminale, costituita da dirigenti e funzionari “corrotti” di Anas Spa i quali sono riusciti ad ottenere utilità e provviste corruttive da imprenditori, titolari di società di rilievo nazionale», il tutto grazie anche all’interessamento, scrivono gli inquirenti, di un colletto bianco, l’avvocato catanzarese Eugenio Battaglia e Luigi Meduri, politico di lungo corso. Meduri, re delle tessere calabresi del Pd, avrebbe “agevolato” mazzette e chiesto assunzioni in Anas.

Gli inquirenti hanno individuato «una cellula criminale, costituita da dirigenti e funzionari “corrotti” di Anas Spa i quali sono riusciti ad ottenere utilità e provviste corruttive da imprenditori, titolari di società di rilievo nazionale»

Il risultato del lavoro dietro le quinte degli arrestati, per gli investigatori, «ha dimostrato come i dipendenti pubblici si siano esclusivamente occupati di curare e favorire l’interesse particolare di imprenditori con cui, per ragioni d’ufficio, si interfacciavano, a completo discapito dell’interesse generale, riguardante la corretta edificazione di opere pubbliche strategiche per la collettività».

Attività che raggiungeva anche la direzione lavori per la Variante di Morbegno in Valtellina: un’opera da 280 milioni di euro su cui lavorano da gennaio di quest’anno due imprese coinvolte nell’indagine della procura. Sono La Tecnis Spa e la Cogip Infrastrutture di Tremestieri Etneo, provincia di Catania, con gli imprenditori Concetto Bosco Lo Giudice e Francesco Domenico Costanzo.

Qui entra in gioco il ruolo di Luigi Meduri, politico di lungo corso e nome di primo piano della politica calabrese e della stanza dei bottoni dell’ala DC del Partito Democratico. Già presidente della Regione Calabria, Deputato per due legislature per La Margherita e Ulivo e sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture del governo Prodi (con Antonio Di Pietro ministro), è definito dagli investigatori senza mezzi termini un «oscuro faccendiere». Nell’ambito delle indagini Meduri avrebbe sostenuto le richieste dei due imprenditori catanesi e si interessa poi «per la corresponsione di indebite provviste di denaro da parte di questi ultimi in favore dei dipendenti pubblici investigati ed ha, altresì, richiesto all’Accroglianò l’assunzione e/o la riconferma dell’impiego presso Anas Spa di due geometri di suo diretto interesse».

Meduri però non è un politico calabrese qualunque. Gli incarichi lo testimoniano, soprattutto il suo vecchio posto da sottosegretario al ministero delle Infrastrutture, finito già al centro delle indagini della procura di Firenze nell’operazione “Sistema” dove agli arresti finì Ercole Incalza. Di Pietro allora si vantò del fatto che Incalza durante il suo mandato non ricoprì incarichi, Meduri invece era saldamente in sella col battesimo del governo Prodi e di quell’area di riferimento della vecchia Democrazia Cristiana transitata nel Pd.

Quarant’ anni di politica che fanno di Meduri un nome di primo piano nella Calabria del Pd, dove la stessa Rosi Bindi, oggi presidente della commissione parlamentare antimafia, nell’ultima tornata elettorale è stata capolista

Proprio in quell’area, di cui Rosi Bindi rimane punto di riferimento, Meduri fa strada tra Democrazia Cristiana, Partito Popolare e poi Partito Democratico. Il politico calabrese non ha mai smesso di frequentare i palazzi romani, e ancora oggi è una presenza fissa all’assemblea nazionale del Pd.

Quarant’ anni di politica che fanno di Meduri un nome di primo piano nella Calabria del Pd, dove la stessa Rosi Bindi, oggi presidente della commissione parlamentare antimafia, nell’ultima tornata elettorale è stata capolista. La vicinanza di Meduri con la politica romana e nomi di primo piano del Pd nei prossimi giorni potrebbe mettere più di un’imbarazzo sia nel partito sia nella stessa Anas, già reduce dalla stagione travagliata di Pietro Ciucci. In mattinata l’attuale presidente di Anas Gianni Vittorio Armani ha fatto sapere che Anas, si dovesse andare a processo, si costituirà parte civile.