TaccolaAnsaldo Sts: rottamazione e fine dell’austerity, ai giapponesi un gioiellino tirato a lucido

A novembre Hitachi dovrebbe rilevare tutta Ansaldo Sts. Che dopo un anno e mezzo di cura del 39enne ex consulente Stefano Siragusa cresce a due cifre. La ricetta: stabilizzazione di precari, più investimenti e master Mba per tutti. Ma gli altri manager rischiano il posto

In Ansaldo Sts è finita l’era dell’austerity ed è tornata la crescita. I mesi precedenti al passaggio di mano ai giapponesi di Hitachi hanno visto prima un aumento del 20% degli investimenti in ricerca e sviluppo. Poi un programma di formazione che ha previsto degli Mba per tutti gli ingegneri nelle “school Top-20” della classifica del Financial Times. Infine l’accelerazione sulla ricerca di nuovi clienti e una riscrittura “totale” dei rapporti con i clienti e i fornitori, in nome dell’«integrità». Sono questi gli elementi principali di un piano che dalla primavera 2014 ha sviluppato il nuovo amministratore delegato Stefano Siragusa.

Il risultato è che quando i giapponesi di Hitachi arriveranno davvero a prendere il controllo di Ansaldo Sts, probabilmente a novembre o ai primi di dicembre, troveranno un gioiellino tirato a lucido. Le aspettative degli analisti per la trimestrale che sarà comunicata il prossimo 30 ottobre sono una crescita a doppia cifra su tutti i fronti: fatturato, utili, posizione finanziaria netta. Solo gli ordini dovrebbero essere in rallentamento, perché i clienti stanno aspettando da mesi la completa acquisizione da parte dei giapponesi.

Le aspettative degli analisti per la trimestrale che sarà comunicata il prossimo 30 ottobre sono una crescita a doppia cifra su vari fronti: fatturato, utili, posizione finanziaria. Solo gli ordini dovrebbero essere in rallentamento

Hitachi ha siglato un accordo a febbraio per rilevare il 100% di AnsaldoBreda e il 40% di Ansaldo Sts da Finmeccanica, gruppo controllato dal Tesoro che aveva necessità di abbattere il proprio debito in tempi rapidi. Il “closing” dovrebbe avvenire ai primi di novembre. Poi sarà la volta del rastrellamento del 60% rimanente di Ansaldo Sts dal mercato (Ansaldo è quotata a Piazza Affari, nel Ftse Mib).

Il closing era atteso per giugno, poi settembre. Come hanno scritto il Sole 24 Ore e Formiche, a causare il ritardo dovrebbe essere stato l’invio di documenti incompleti ai clienti da parte di AnsaldoBreda. Si trattava di rassicurare Hitachi sul futuro delle commesse. Pare, però, che ai clienti, internazionali, siano stati mandati documenti incompleti o in italiano.

La vendita della sola Ansaldo Sts, però, non era possibile. Il patto con Finmeccanica è che venissero vendute assieme: Breda, più in difficoltà, assieme alla ben più performante Sts. Anche la società che si occupa dei sistemi di sicurezza e di segnalamento per i treni non veniva da anni brillanti. Sempre in utile, aveva visto un fatturato stabile e risultati netti e cassa in calo. Frutto, dicono fonti aziendali, di un periodo di tagli dovuto a un mercato difficile che vede anche i concorrenti sforbiciare gli investimenti.

L’approccio di Siragusa è stato da rottamatore. Arrivato a 37 anni, non aveva solo una ventina di anni in meno del resto del senior management. Era anche il primo amministratore delegato che non proveniva da una carriera interna ma dalla consulenza. In breve, è stato accolto da mal di pancia. Per The Boston Consulting Group – di cui era divenuto uno dei partner più giovani di sempre, con incarichi a livello europeo e mondiale – Siragusa aveva seguito Ansaldo, con progetti di formazione e affiancando l’ex ad, Sergio De Luca, ora presidente di Ansaldo Sts e direttore generale operations di Finmeccanica.

Dalla formazione è partito il nuovo corso, con un programma di aggiornamento interno e con un secondo più ambizioso, chiamato 50-50: a tutte le risorse veniva offerto di seguire un master in business administration in una scuola rinomata (tra cui Harvard, Columbia, Wharton), i cui costi, per due settimane, arrivano a 20mila euro. Metà veniva pagata dall’azienda, l’altra metà anticipata dai lavoratori. In base a una valutazione avvenuta a distanza di un anno, circa un terzo ha avuto tutte le spese coperte, un terzo coperte per la metà e un ultimo terzo per nulla. «Se credi in te stesso, noi ti aiutiamo», è la formula che è stata ripetuta tra i corridoi.

Il programma di formazione interno 50-50 ha previsto master Mba ad Harvard, Columbia, Wharton: metà del costo veniva pagato subito dall’azienda. L’altra metà in base ai risultati in azienda dei lavoratori

L’idea è stata poi di fare una sorta di patto con i lavoratori: 145 ingegneri con contratti interinali sono stati stabilizzati, perché, altro slogan, «se uccidi un ingegnere uccidi il tuo futuro». Fonti interne riportano di un aumento di produttività nell’ordine del 20%, a parità di personale, ossia 4.000 persone, di cui 2.000 ingegneri. A differenza della cugina AnsaldoBreda, Sts non ha praticamente più produzione fisica, che pesa per soli 89 milioni di euro su 1,4 miliardi di fatturato. “People” è stata una delle cinque parole chiave del piano chiamato “Value to action”. Le altre sono state: “clienti”, “innovazione”, “integrity” e “team spirit”.

Una sorta di rivoluzione, anche se fonti sindacali parlano di una sostanziale continuità con prima. «Apprezziamo la figura di Siragusa, non arrivi a quell’età in quel ruolo se non hai le capacità. Ma l’azienda non era male prima e non è particolarmente migliorata ora», dice Carlo Anelli, coordinatore nazionale della Fim-Cisl per il gruppo Finmeccanica.

145 ingegneri con contratti interinali sono stati stabilizzati, seguendo lo slogan «se uccidi un ingegnere uccidi il tuo futuro»

Se il nuovo corso ha previsto un patto con i lavoratori, soprattutto i più giovani, con i manager i rapporti sono stati più delicati. Le frizioni non sono mancate verso l’ad oggi 39enne venuto dalla consulenza. E oggi tra i manager si respira una certa ansia perché, oltre al cda e al presidente, anche buona parte dei manager è destinata a essere cambiata. Si parla dell’arrivo di personale misto, giapponese e britannico, e di un board che diventerà itinerante. L’azienda è comunque già internazionale, la lingua franca è l’inglese e l’88% dell’ordinato viene dall’estero. Anche il futuro di Siragusa dipenderà dal nuovo piano industriale, che i giapponesi stanno aspettando di presentare in seguito dell’Opa. I sindacati sono stati rassicurati circa il mantenimento della forza lavoro (sia per AnsaldoBreda sia per Ansaldo Sts), ma è chiaro che il ruolo guida svolto dall’Italia sarà ridimensionato a seguito dell’acquisizione.

«Hitachi ha bisogno di Ansaldo Sts perché in Europa gli standard di sicurezza e segnalamento sono diversi dall’Asia. E Ansaldo ha bisogno delle risorse di Hitachi»


Carlo Anelli, coordinatore nazionale della Fim-Cisl per il gruppo Finmeccanica

«Dal punto di vista strategico riteniamo che sia un’ottima operazione», dice Anelli, Fim-Cisl. «È chiaro che se invece di avere dietro Finmeccanica e il governo italiano, Ansaldo Sts avesse avuto la Siemens e il governo tedesco, avremmo preferito che crescesse internamente grazie agli investimenti. Ma le risorse venivano a mancare e c’era il rischio di una morte lenta. Hitachi ha bisogno di Ansaldo Sts perché in Europa gli standard di sicurezza e segnalamento sono diversi dall’Asia. E Ansaldo ha bisogno delle risorse di Hitachi». Dal punto di vista occupazionale, continua, «staremo a vedere. Per tre anni, in base a un accordo con Finmeccanica, non toccheranno i posti di lavoro. Per AnsaldoBreda bisognerà vigilare. Per Sts si può pensare che ci sarà un potenziamento. Quanto ai manager, è probabile che qualcuno sarà sostituito. Ma da come ho visto muoversi i dirigenti, non prevedo grandi traumi».

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