Cinema, come l’uso del colore manipola le emozioni

Quasi nessuno, a parte gli addetti ai lavori, si accorge dell’impatto fortissimo che ha il colour grading sulle sensazioni dello spettatore. È ora di diventare più consapevoli

Ormai siamo tutti spettatori attenti, educati ed esperti. Forse mancano conoscenze terminologiche, ma non c’è dubbio che, di fronte a poche immagini di un film, ognuno è in grado di cogliere tantissime cose. Come, ad esempio, il genere del film. È il “colour grading” che definisce il tono, il senso generale, il codice di appartenenza.

Basta poco, e questo video di The Verge lo dimostra, per cambiare del tutto la natura di un’immagine. Sono codici visivi che rispondono a impressioni naturali del cervello umano, ma che si sono imposti a livello culturale. Ad esempio, i film romantici vedono sfumature rosse e rosa che risaltano, mentre le storie avventurose e apocalittiche sono, perlopiù, composte con colori desaturati. Hollywood, con i suoi classici film da commedia americana preferisce abbondare di arancione e blu.

Di solito, quando si va al cinema, si guarda alla storia, alla sceneggiatura (se presenta o meno cali), a volte alla colonna sonora. Ma sono poche le volte che si presta attenzione all’utilizzo dei colori. Ecco, è uno strumento critico in più. Da questo momento in poi non potrete farne a meno:

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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