Ignazio Marino? Merita il Nobel per la Pace

Ha sopportato con pazienza le accuse e gli attacchi da tutte le parti, anche quando erano ingiuste. Un esempio gandhiano per tutti

Una modesta proposta, un pensiero gentile, un piccolo omaggio. Può essere anche un benservito, se si vuole, ma almeno è un benservito servito bene. Cara Accademia di Svezia, il Nobel per la pace dallo a Ignazio Marino, (per ora) sindaco di Roma.

Certo, è una battuta, uno scherzo, una provocazione. Le motivazioni però ci sarebbero anche, e non riguardano nemmeno la sua attività di medico. Da mesi il povero Marino è stato al centro di attacchi, insulti, odii e le polemiche di una città e spesso di un Paese intero. E lui non ha battuto ciglio. E pensare che quando fu eletto godeva di un consenso del 60%.

Hanno cominciato con le polemiche sui Fori bloccati al traffico, poi con le multe per sosta vietata, poi è arrivato l’attacco di Renzi, poi Orfini, poi Mafia Capitale (e che c’entrava Marino?), poi le rastrelliere di Crozza. Ma lui è rimasto lì, fermo, immobile. Non si è arrabbiato, non ha mosso dito, non ha dato in escandescenze. Marino è stato pacifico.

Poi? In fila si sono aggiunti il vicesindaco Marco Causi, l’Atac e il suo cda, l’assessore dei trasporti Improta e poi il neo assessore dei trasporti Esposito. Perfino Buzzi ce l’aveva con lui, ma perché per colpa di Marino non si toccava palla. Alla fine, se l’è presa con lui anche il Papa, lui, Papa Francesco, che non se la prende mai con nessuno. Tutti contro. Piove? Colpa di Marino. Roma fa schifo? Colpa di Marino. C’è traffico? Colpa di Marino. Roma non è con Marino, ma lui è rimasto lì in pace. Meglio di Gandhi.

Un esempio, insomma, che andrebbe ricordato. E l’unico riconoscimento possibile, ci viene in mente, più che un riconoscimento politico può essere solo il Nobel per la Pace. Quello della Letteratura era più indicato per Veltroni.

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