La tecnica segreta del canto polifonico

È un modo di cantare in uso presso alcune popolazioni indigene. Sfrutta il fatto che la voce, che pure sembra un unico suono, consiste in un fascio di melodie

LinkPop ne ha già parlato, ma non è mai abbastanza. La cantante Anna-Maria Hefele ha una caratterstica notevole: è in grado di emettere due note insieme. Non è un prodigio naturale, ma una tecnica che si acquisisce con l’esercizio, utilizzata presso alcune popolazioni come gli Inuit, i Tuva e gli Xhosa.

Per impararla, come è ovvio, servono delle lezioni. E Anna-Maria Hefele ha deciso di offrirle, gratuite, con una serie di video (in tutto sono cinque) su Youtube. Prima, però, è importante avere una preparazione teorica (secondo il principio mazziniano del pensiero-azioni), con un video introduttivo che spiega i principi del canto polifonico. E, alla base di tutto, c’è una rivelazione: già mentre canta – in un modo che si definirebbe “normale” – Hefele emette più suoni, anche se ne viene colto solo uno. E questo, spiegano alcuni scienziati, vale anche per ogni momento in cui si parla.

Se ne deduce che, in realtà, la tecnica vocale polifonica consiste in una serie di esercizi di alterazione della voce, in modo da rendere più evidente la sovrapposizione delle note, distinguendole in modo chiaro. Insomma, è come mettere un filtro in mezzo alla voce.

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