Quali sono i Paesi più globalizzati al mondo

Sono quelli con più contatti politici, sociali e, soprattutto, economici, con gli altri Paesi del pianeta. I primi posti sono tutti in Europa

A prima vista, il livello di “globalizzazione” di un Paese è un criterio di analisi piuttosto curioso. Anche perché non è molto chiaro il suo significato. Secondo il centro di ricerca svizzero Kof, la “globalizzazione” si suddivide in tre categorie: economica, sociale e politica.

La globalizzazione economica comprende il commercio, cioè il livello di scambi internazionali che influisce sul Pil del Paese, il volume di investimenti stranieri, la facilità con cui vengono attratti (per cui, meno tasse e requisiti burocratici ci sono e meglio è).

Quella sociale riguarda i contatti tra le persone, per cui la quantità di telefonate internazionali, il passaggio di merci, le famiglie disperse nei quattro angoli del globo, l’utilizzo di internet (e la presenza di Ikea e McDonald’s).

Infine quella politica, cioè le ambasciate, i consolati, la presenza nelle organizzazioni, la partecipazione alle missioni Onu.

Chi è il Paese più globalizzato, allora, visti questi parametri? La risposta è una sola: l’Irlanda. Aiutano la numerosa presenza di immigrati irlandesi all’estero, rimasti comunque molto legati alla madrepatria, e le varie agevolazioni economiche per la tassazione delle imprese straniere, al limite del paradiso fiscale. Non è un caso che Facebook e Google abbiano le loro sedi europee proprio a Dublino.

Seguono l’Olanda, che ha una storia coloniale discreta e pari libertà fiscale, il Belgio e l’Austria. Il primo Paese non europeo nella lista è al quarto posto, ed è Singapore.

E l’Italia? È solo al 22esimo posto, superata dalla Francia, che è al 20esimo, ma non dalla Germania, che è arrivata 27esima.