Pizza ConnectionTruffe e false prestazioni: le indagini colpiscono Mastrapasqua

Sono gravi le accuse per l'ex presidente Inps nel suo ruolo di direttore generale dell'Ospedale Israelitico di Roma

Antonio Mastrapasqua nel panorama dei dirigenti pubblici italiani è stato tante cose. Forse troppe. Dal 1998 a oggi lo ritroviamo su 25 poltrone diverse tra incarichi privati e pubbici, il più recente, che ricopre dal maggio 2014, è quello di consigliere indipendente e presidente del Comitato per la Remunerazione e le Nomine di Gtech che fu Lottomatica Group Spa. Prima, e in contemporanea, Inps (per dieci anni dal 2004 al 2014 con le cariche di consigliere prima e presidente poi), Equitalia (dal 2006 al 2014), l’Ospedale Israelitico dove è anche direttore generale e una sfilza di poltrone come sindaco per Coni Servizi, Autostrade per l’Italia, la società di telecomunicazioni Mediterranean Nautilus italy (Telecom Italia Sparkle), Loquendo Spa (Azienda leader dell’innovazione nella sintesi e riconoscimento vocale, ceduta nel 2011 agli americani Nuance) e Telenergia Srl.

Quando era presidente dell’Inps in più d’uno si domandava come trovasse il tempo per amministrare l’Istituto di Previdenza occupando tutti gli altri incarichi. A Febbraio 2014 “Mister 25 poltrone” lascia e nel settembre dello stesso anno iniziano i guai: in seguito a una segnalazione del Nucleo Operativo Controllo della Regione Lazio, Mastrapasqua viene iscritto nel registro degli indagati per la truffa al Sistema sanitario nazionale e all’Asl Roma sui rimborsi dell’Israelitico.

In seguito a una segnalazione del Nucleo Operativo Controllo della Regione Lazio, Mastrapasqua viene iscritto nel registro degli indagati per la truffa al Sistema sanitario nazionale e all’Asl Roma sui rimborsi dell’Israelitico

Passa poco più di un anno, le indagini proseguono, i rimborsi vengono verificati dalla Guardia di Finanza e scattano gli arresti domiciliari per il direttore generale dell’Israelitico con le accuse di truffa e falso ai danni della sanità pubblica.

Destino analogo per il direttore sanitario e responsabile del Day Hospital, Gianluigi Spinelli, il vicedirettore Elvira di Cave, la responsabile dell’ufficio “Controllo appropriatezza cartelle cliniche, Mirella Urso e l’addetto in servizio presso lo stesso ufficio Antonio Cannistrà, il chirurgo Naim Nasrollah, il capo dell’ufficio Affari Generali Batia Popel e la responsabile dell’ufficio degenze Anita Fanelli. Sempre ai domiciliari ci sono altre cinque persone tra medici, collaboratori e amministrativi. In tutto sono 17 i provvedimenti cautelari disposti dal gip Maria Paola Tomaselli. Contestualmente è stato disposto un sequestro di 7,5 milioni di euro, somma, fanno sapere gli inquirenti, «riconducibile alla indebita richiesta economica eccedente le prestazioni realmente erogate della struttura ospedaliera».

In tutto sono 17 i provvedimenti cautelari disposti dal gip Maria Paola Tomaselli. Contestualmente è stato disposto un sequestro di 7,5 milioni di euro

L’ordinanza descrive un “collaudato sistema” che vede prestazioni sanitarie “illecitamente erogate a danno del Servizio Sanitario nazionale” tra il 2012 e il 2014. Nelle 370 pagine firmate dal gip si accusa il direttore generale, cioè Mastrapasqua, e altri dirigenti di aver sostanzialmente messo a carico della Sanità regionale “prestazioni non accreditate”, il tutto con “artifici e raggiri”. Un “danno patrimoniale di rilevante entità per il servizio sanitario”, scrivono gli inquirenti.

I tre filoni investigativi su cui hanno lavorato i Carabinieri del Nas di Roma hanno sono l’alterazione della tipologia di interventi eseguiti per ottenere rimborsi maggiorati; la modifica dello stato dei luoghi, della destinazione d’uso dei locali ospedalieri e delle attività sanitarie per mascherare lo svolgimento di attività irregolari; erogazione parziale, in carenza di autorizzazione, dei servizi di assistenza domiciliare.

Nelle 370 pagine firmate dal gip si accusa il direttore generale, cioè Mastrapasqua, e altri dirigenti di aver sostanzialmente messo a carico della Sanità regionale “prestazioni non accreditate”, il tutto con “artifici e raggiri”

Le indagini sono filate via tutt’altro che lisce: gli inquirenti hanno anche individuato l’esistenza di una “talpa” interna alla Regione Lazio, in grado di far sapere in anticipo agli indagati le date delle ispezioni della Regione. In questo modo si provvedeva a cambiare la destinazione d’uso dei locali dell’ospedale e delle prestazioni sanitarie. Il tutto scrivono gli inquirenti per “mascherare lo svolgimento di attività irregolari e/o non autorizzate, inducendo così in errore il personale ispettivo dell’Asl”.

Già a gennaio 2014 per una indagine risalente al periodo 2011-2013 Mastrapasqua era finito sotto la lente della procura di Roma per l’Ospedale Israelitico. In una nota spiegava che «le indagini sono state avviate anche grazie al mio impulso. I fatti ipotizzati riguardano condotte che sarebbero state poste in essere da alcuni dirigenti sanitari e non afferiscono né all’Inps né all’Ospedale Israelitico». E invece, da oggi, l’ex presidente dell’INPS, insieme al legale Domenico Aiello, avvocato di Roberto Maroni e della Lega Nord, dovrà difendersi dalle accuse degli inquirenti.