Cinque regole per risparmiare e diventare ricchi

Consigli da taccagni, trucchi da tirchi patentati. Ma indispensabili come l’aria per chi vuole frenare le uscite e pensare al domani

Tirare la corda o tirare la cinghia? Meglio pensarci su, mettere da parte qualche soldo (e magari fare qualche investimento saggio) ed evitare gli sprechi. Il mondo è cambiato, il futuro è incerto e, in quanto pellegrini sulla Terra, meglio evitare di buttare via i soldi.

Il risparmio, però, non è una cosa semplice. Oltre al fatto che richiede una minima propensione al sacrificio e qualche abilità di calcolo, serve anche stare in guardia di fronte a tutte le trappole che il mondo del marketing tende all’ignaro consumatore. Compra, e sarai felice. Spendi, e avrai il paradiso. Per evitare di cadere in inganno e sperperare il patrimonio, ci sono alcuni trucchi da imparare, fare propri e mettere subito in pratica.

Segnarsi i soldi che si spendono
È faticoso, noioso e, alla fine, doloroso. Ma è necessario. La scalata alla ricchezza comincia con una dura spending review nei confronti dei propri stili di vita. Tenere traccia di ogni euro che esce permette, alla fine, di fare un’analisi accurata dei propri bilanci. Finirà sempre che si scoveranno interi settori di spesa inutile che si possono tagliare o ridurre senza nessun problema. Se ci si sente smart, ci sono anche delle app per farlo.

Mangiare fuori il meno possibile
Gran parte delle uscite sono in ristoranti, bar, chioschetti. Birrette in amicizia e bicchieri di vino in giro per la città. Una pessima abitudine per chi vuole tenere stretti i cordoni della borsa. La cosa più saggia è evitare tutto questo. Uscire con gli amici, sì, ma dopo cena. Pranzare con i colleghi, sì, ma con il cibo da casa. Tagliare, ridurre, evitare. Anche il caffè. Il tutto, sia chiaro, va fatto in allegria, senza sbandierarlo. A nessuno piacciono i parsimoniosi.

Fare la spesa sì, ma a stomaco pieno
Consiglio della nonna, ma che vale sempre. Dal momento che ogni minimo dettaglio dell’esposizione dei prodotti in un negozio o, peggio ancora, in un supermercato, è studiato per spingere il cliente all’acquisto, ogni forma di difesa è bene accetta. Anche questa. Non sentire i morsi della fame di fronte a una distesa di polli o di biscotti aiuta a vincere le tentazioni della gola, che passano purtroppo per il portafoglio. Si avrà più equilibrio, si farà una spesa più organizzata, si spenderà meno. Anzi, si spenderà meglio.

Istituire la “giornata gratuita della settimana”
È una forma di auto-educazione. Almeno un giorno alla settimana (salvo casi eccezionali) la voce delle uscite dovrà registrare zero, nulla, niente. Nemmeno un euro. Certo, ci sono servizi che, in modo virtuale, si pagano ogni giorno (bollette, abbonamenti), ma qui si parla di monete sonanti, soldi fruscianti. Il portafoglio dovrà restare chiuso. Serve a imparare, a mettersi alla prova. E vedere che molte delle spese che si fanno sono del tutto superflue.

Evitare carte di credito e bancomat
Se serve ritirare soldi, allora è consigliabile ritirare dalle filiali della propria banca, per evitare inutili costi di commissione. Poi, è buona regola girare con banconote e monete, ma evitare di estrarre troppo spesso le carte. È un’istigazione all’evasione, all’uso denaro non tracciabile? Per carità. Ogni azienda lo sa, e in fondo lo sa chiunque abbia mai usato una carta di credito, che “strisciando” il dolore della transazione quasi non si avverte. È leggero, solo una puntura che passa subito. E gli effetti sul conto in banca si vedono dopo. Avere un vincolo di bilancio (i.e.: i soldi in tasca) visibile e materiale è un buon incentivo a valutare il valore reale della spesa.