I misteri dell’anestesia, disciplina che non capisce (ancora) nessuno

Le ricerche hanno portato allo sviluppo di farmaci efficaci, ma sulla base di empirismo e tentativi. Nessuno sa, nemmeno gli anestesisti, quali siano i processi che permettano il suo funzionamento

È molto comune, è irrinunciabile, è ancora un mistero. È l’anestesia. La si usa, a livello empirico è ben studiata, ma gli scienziati (e questo forse potrebbe sorprendervi) non sanno bene come funziona. True story.

Ci sono due tipi di anestesia: una generale, in cui il corpo è del tutto incosciente, e una locale, in cui è solo una parte del corpo che viene addormentata. Pochi sanno però che le gradazioni possono variare, che ci sono forme di sedazioni che permettono al paziente di rimanere cosciente, ma non in grado di formare ricordi.

Per indurre il paziente al sonno esistono farmaci specifici. La teoria più accreditata vuole che si leghino alle proteine e riescano a colpire alcuni punti nel cervello, il problema è che non è ben chiaro come succeda tutto questo.

Si può cercare di saperne di più (e medici e scienziati sono al lavoro anche per questo), ma per chi volesse cominciare questo video è una buona introduzione ai misteri del sonno indotto, dell’anestesia che cancella il dolore. Uno di questi misteri vuole che le persone con i capelli rossi richiedano un livello di anestetico più alto (il 19%) rispetto a chi ha i capelli neri.