Londra, a pagamento la visita alla tomba di Marx: il comunismo è davvero finito

La decisione suscita varie reazioni. I più accesi contestano, i puristi ricordano che, in ogni caso, il lavoro va sempre pagato. E, in fondo, sono solo quattro sterline

Si sarà rivoltato anche lui nella tomba – che, del resto, è lì a pochi passi. Una volta superati i cancelli del London’s Highgate Cemetery, il visitatore che vorrà omaggiare Karl Marx, che è sepolto proprio lì, dovrà pagare. Una svolta nella gestione che ha susciato polemiche e proteste che si aggirano in tutta Europa.

Nessun marxista passato o contemporaneo approva la novità. E ci mancherebbe. Di tutte le beffe che negli ultimi anni sta subendo il vecchio pensatore rivoluzionario questa è quella più umiliante. Anche perché la cifra da pagare per visitare la sua tomba è ridicola: quattro sterline. A questo punto, se volete far pagare il popolo, fatelo pagare tanto.

Proprio lui, povero che scriveva: “Il Capitale è lavoro morto, che come un vampiro, ritrova vita solo succhiando lavoro vivo. E più vive e più lavoro succhia”. Tra vampiri, capitali e lavoratori succhiati, adesso c’è anche lo sfruttamento commerciale della sua tomba. Macabra ironia? Disfatta finale? Forse.

Il fatto è che i soldi che vengono succhiati dai visitatori non vanno a finire nelle tasche di qualche grasso padrone, ma vengono impiegati per la manutenzione del cimitero, che è no-profit. E in particolare, servono per lucidare il testone della statua di Karl Marx, perché possa rifulgere come un faro e illuminare le strade di chi cerca alternative a un mondo governato dai padroni. Allora il dubbio viene: è davvero il colpo finale di uno spietato regime neoliberista o, piuttosto, il sacrificio minimo per tenere viva la causa? In entrambi i casi, sono solo quattro sterline

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