Perché vediamo storie anche dove non ci sono

È una tendenza naturale e innata? O una cosa che si impara? Di sicuro, aiuta a rendere conto della realtà, anche a rischio di tralasciare dettagli importanti

Prima di tutto, bisogna guardare questo film:

 https://player.vimeo.com/video/48908599?autoplay=0 

È un vecchio esperimento psicologico degli anni ’40, e mette in mostra lo spirito innato dell’uomo di vedere storie e narrazione anche dove, in realtà, non ci sono. Di fatto, ciò che si vede è una confusa serie di movimenti di figure geometriche: due triangoli e un cerchio, intorno a un quadrato.

Nonostante si tratti solo di forme, tutte le persone sottoposte al test hanno riconosciuto uno schema narrativo chiaro: una coppia tranquilla (il triangolo e il cerchio) viene minacciata da un cattivo (il triangolo che si trova nel quadrato), ma il suo intento viene bloccato dall’eroe (il triangolo della coppia) che riesce a salvare la ragazza (il cerchio). Alla fine i due si salvano, e il triangolo cattivo, per la rabbia, distrugge il quadrato, che altro non è che la sua residenza.

Tutto questo per dire una cosa sola. L’esigenza di vedere, creare e pensare per storie è, secondo molti scienziati, un fatto “naturale” nell’uomo, forse innato. Stabilire legami tra le cose in modo narrativo non avviene, come spiega Aeon, solo su cose visuali. Richard Wagner, ad esempio, in un particolare passaggio della Terza sinfonia di Beethoven aveva rintracciato una storia, “un uomo amabile che passeggia nei campi della natura, che canta e mostra la sua felicità”. Era un po’ strano, lui, ma non troppo.

Vedere storie dove non ci sono è una peculiarità dell’essere umano, e spiega la tendenza ad appassionarsi di più a sport che permettono la costruzione di storie rispetto ad altri, e quella di credere di più a discorsi politici presentati sotto la forma di una storia. Per questo lo “storytelling” è un’arma più efficace di quanto non si pensi. E per questo tante persone cascano nelle trappole del complottismo, che raccontano storie rassicuranti, che eliminano le contraddizioni della realtà e che riducono la complessità alla semplicità.

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