Archeologia e detective, come gli scavi influenzarono Agatha Christie

Accompagnò il marito nelle sue spedizioni di scavo, lo aiutò (anche dal punto di vista economico) sul campo e ne trasse molta ispirazione per i suoi romanzi

Dalla vita difficile Prima Guerra Mondiale ha imparato le arti dei farmaci e dei veleni, perché lavorava alla Croce Rossa. Dal primo marito – o meglio, dalla fine del primo matrimonio – ha appreso l’arte di scambiare le identità (sconvolta dal tradimento, era fuggita di casa nascondendosi in un hotel, firmando con il nome dell’amante di lui). Il background storico e archeologico, invece, le derivò dalla frequentazione del secondo marito, che era un archeologo. “Il marito ideale – diceva – perché più una donna invecchia e più lui l’apprezza”. Il personaggio in questione è, come si sarà intuito, Agatha Christie, la celebre scrittrice di gialli.

Nella sua vita, come tutte le persone, subì vari influssi. La guerra, appunto, e poi l’archeologia. Seguì il marito nei suoi viaggi di scavo, in particolare nella zona della Mesopotamia, dopo averlo incontrato, per la prima volta, alle rovine della città di Ur. Insieme a lui conobbe le tecniche di scavo, e lo aiutò perfino sul campo (anche dal punto di vista economico). Arrivò perfino a pulire i reperti, pare, con la sua crema del viso (sempre per la questione che le donne invecchiano, ma il marito archeologo le apprezza di più).

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Come era da immaginare, le esperienze nel medioriente (Egitto, Siria e Iraq) ebbero un’influenza anche sui suoi libri. Oltre al celebre Assassinio sull’Orient Express, le atmosfere di quei luoghi si riflettono anche in Non c’è più scampo (in inglese: Murder in Mesopotamia) e in altri titoli della cosiddetta “serie esotica”: La domatrice (Appointment with Death), Assassinio sul Nilo (Death on the Nile) e C’era una volta (Death Comes as the End). E non si dimentichi Il mondo è in pericolo (titolo originale: They Came to Baghdad).

Del resto, come è stato fatto notare più volte, c’è una certa somiglianza tra il mestiere del detective e quello dell’archeologo. Scavare nel passato, ricostruire scene e storie. Certo, la differenza è sostanziale, perché alla fine c’è un colpevole. Ma è per questo che Agatha Christie le indagini le inventava, mica le faceva sul serio.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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