Viva la FifaEuro 2016, perché il girone dell’Italia può essere una fregatura

Gli Azzurri affronteranno Belgio, Svezia e Irlanda: avversari difficili, ma il vero problema è la struttura del torneo, che può penalizzarci

Si sono svolti in una Parigi blindata, a un mese dagli attentati, i sorteggi per i campionati europei di calcio che si giocheranno in Francia nel 2016.

L’Italia, che non era testa di serie essendo stata inserita nella fascia numero due, è stata inserita nel girone E assieme al Belgio (che era testa di serie), Irlanda e Svezia. A prima vista, si potrebbe tirare un sospiro di sollievo: la Nazionale ha evitato soprattutto il girone D, quello con Spagna, Repubblica Ceca, Turchia e Croazia, con quest’ultima nell’urna due, la stessa degli Azzurri. Ma potrebbe non essere così: c’entra la struttura del torneo.

Quando giochiamo

L’Italia esordirà contro il Belgio il 13 giugno alle 21, a Lione. La seconda gara sarà contro la Svezia il 17 giugno a Tolosa, alle ore 15. La terza (e si spera non ultima) gara si giocherà contro l’Irlanda a Lille il 22 giugno alle ore 21.

La questione-ranking, in breve

Sulla carta, affrontiamo subito quelli che sulla carta sono i migliori al mondo. Parliamo del Belgio. Sì, perché nel ranking Fifa – al quale però non ci si rifà per comporre le fasce di sorteggio degli Europei – i “Diavoli Rossi” sono al primo posto. Non c’è quindi la Germania, che il Mondiale lo ha vinto lo scorso anno. Questo perché le classifiche di punteggio delle nazionali di tutto il mondo – il famigerato ranking – viene formulato in base a tutti i risultati degli ultimi anni e non di una singola competizione, comprese le gare amichevoli, attraverso una complessa formula.

Qui, nel caso del sorteggio di Euro 2016, ci si basa sul ranking Uefa, che è simile a quello Fifa. Al momento in cui ci è basati su quest’ultimo per decidere le teste di serie e le altre tre fasce, l’Italia avrebbe potuto far parte dell’urna numero uno, ma è dovuta “scalare” di una posizione per colpa della Francia, divenuta testa di serie di diritto poiché Paese ospitante.

I nostri avversari

Se il ranking dice una cosa, il campo spiega al momento, delle tre, che il Belgio è in effetti la squadra più difficile delle tre, da affrontare. Al di là della famigerata classifica Uefa, la squadra guidata dal commissario tecnico Marc Wilmots è considerata da tempo una delle selezioni con la maggiore prospettiva. Agli ultimi Mondiali, quelli di Brasile 2014, il Belgio è partito come una delle possibili rivelazioni, arrivando fino ai quarti, dove dovette arrendersi all’Argentina poi finalista.

Un buon torneo dunque, anche se ci si poteva aspettare di più da una nazionale che può vantare giocatori di esperienza come il difensore del Manchester City Vincent Kompany accanto a ragazzi già con carriere importanti come il centrocampista dello Zenit Alex Witsel (dato per vicinissimo al Milan nell’ultima sessione estiva di mercato), l’esterno offensivo del Chelsea Eden Hazard e Kevin De Bruyne, per il quale il Manchester City lo scorso agosto ha sborsato 70 milioni per prenderlo dal Wolfsburg. Nel girone di qualificazione a Euro 2016, il Belgio si qualificato come primo nel Gruppo B con 23 punti, davanti a Galles, Bosnia, Israele, Cipro e Andorra.

Nell’ultima gara giocata tra l’Italia e il Belgio, gli Azzurri sono stati sconfitti in amichevole. In quello stesso stadio – ovvero il vecchio Heysel, oggi “Re Baldovino – si è anche giocato l’ultimo match in un grande torneo tra le due nazionali. Si trattava di una gara del girone di Euro 2000 e i belgi erano i padroni di casa. Vinse l’Italia (che schierava anche l’attuale ct Antonio Conte) con i gol di Stefano Fiore e Francesco Totti.

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I ricordi legati alla Svezia sono più amari. La gara contro gli scandinavi che più ci amareggia è quella ad Euro 2004, che finì 1-1 con il gol loro segnato da un certo Zlatan Ibrahimovic. Quella gara, dopo il pareggio con la Danimarca all’esordio in quel torneo, segnò il destino degli Azzurri guidati da Giovanni Trapattoni, che nell’ultima gara vinsero contro la Bulgaria ma uscirono per colpa del 2-2 “biscottato” tra svedesi e danesi.

La nazionale di Ibra è dovuta ancora passare per le forche dei playoff, come già successo due anni fa per la qualificazione al Mondiale brasiliano. Quella volta però andò male, perché arrivò la sconfitta contro il Portogallo. Stavolta invece, dopo essere arrivati terzi nel Girone G dietro ad Austria e Russia, la Svezia ha passato gli spareggi contro (per dire la storia) la Danimarca. Grande protagonista, manco a dirlo, è stato Ibrahimovic: dopo un gol all’andata, ha segnato una doppietta in casa degli avversari, che è valsa la qualificazione messo a tacere i danesi, che per Ibra avevano invocato la pensione con un video-sfottò.

L’Irlanda non è più guidata dal “Trap”, che l’ha lasciata in mano alla coppia ‘O Neill-Keane. Nell’ultimo match ufficiale, l’Italia ha vinto 2-0: era l’ultima gara del girone di Euro 2012. Forse il ricordo più amaro resta quello dei Mondiali di Usa ’94, quando gli Azzurri persero in maniera clamorosa all’esordio contro gli irlandesi per 1-0. La nazionale nostra avversaria, come la Svezia, è passata attraverso i playoff, dopo aver chiuso il Girone D al terzo posto dietro Germania e Polonia. Prima di arrivare a Euro 2016, dunque, è arrivata la vittoria contro un’altra nazionale considerata promettente, ovvero la Bosnia Erzegovina.

Il gruppo E è una fregatura?

Se qualcosa può andar male lo farà, dice un famoso detto. Ed ecco che per l’Italia le cose potrebbero non essersi messe benissimo. Almeno, così dice un report (scaricabile qui) che spiega in maniera dettagliata che, incrociando il regolamento Uefa del torneo e le statistiche, il gruppo E sia a prescindere quello che ha meno possibilità tra tutti gli altri di vedere una propria squadra in finale.

Tutto si basa sulla struttura della competizione, che per la prima volta è stata allargata a 24 squadra. Questo significa che si saranno due gironi in più rispetto alle ultime edizioni, per un totale di sei gironi da quattro squadre ciascuno. La fase a eliminazione diretta non ripartirà dai quarti di finale, ma dagli ottavi. Il che significa che devono avanzare 16 squadre: oltre alle due qualificate per ogni girone, vi accederanno anche le quattro migliori terze.

Secondo il regolamento, come si faranno gli incroci per gli ottavi, visto che non c’è più sorteggio? Così: I vincitori dei gruppi A,B,C e D giocheranno contro le migliori terze, mentre i vincitori dei gruppi E e F giocheranno contro due seconde (rispettivamente del D e dell’E), creando quindi un chiaro svantaggio. Inoltre, mentre le seconde di A, B, C e F giocheranno contro altre seconde, quelle del D e dell’E giocheranno contro delle prime: altro chiaro svantaggio. Si ouò quindi assumere che i gironi A, B e C hanno più vantaggio in ogni caso, i gruppi D e F sono avvantaggiati per metà e quelli del gruppo E svantaggiati in toto.

Uno svantaggio che si riflette in tutto il cammino del torneo. Il ragionamento, va detto, si basa sulla premessa che le squadre sulla carta più forti (o con un ranking migliore) rispettino tale valore anche sul campo. Detto questo, si desume che incrociando la struttura del torneo con le posizioni ottenute dalle nazionali nei gironi, il cammino del girone A (quello con la Francia padrona di casa) è il più morbido, mentre quello del girone E è il più arduo.

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