Il destino è dietro l’angolo, e adesso lo si può anche vedere

Grazie a una nuova telecamera, ora si può vedere anche cosa c’è dietro a un angolo cieco. Il problema è che è molto sofisticata, anche se non si esclude la possibilità di impiegarla presto

Anche se nei film di Mission Impossible sembra una cosa facilissima, vedere oltre un angolo cieco per il mondo normale è ancora un’impresa. O si sviluppa una capacità di vedere con i raggi X (cosa che comunque richiederebbe diverso tempo) oppure serve uno specchio. Oppure (terza opzione), si utilizza la telecamera appena inventata da un gruppo di ricercatori della Heriot Watt University, in Scozia.

Come funziona? Come tutti sanno, gli specchi riflettono la luce. Per essere più precisi, riflettono la luce seguendo un’angolatura precisa, la stessa per tutti i raggi che li colpiscono. In questo modo la luce ritorna in modo uguale e costante, e forma un’immagine precisa che l’occhio è in grado di vedere. Le altre superfici, invece, sparpagliano la luce, con angoli casuali e diversi, rendendo impossibile per l’occhio cogliere un’immagine. Cioè, non riflettono. Eppure, grazie a una specifica tecnologia, ora esiste un modo per cogliere informazioni su un oggetto colpito da un raggio di luce ma con una superficie che non riflette la luce. Funziona, più o meno con il principio del radar, ma è applicato alla luce. Chiaro, no?

Se non lo fosse, questo filmato lo illustra molto bene:

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Intesa San Paolo, Gallerie d’Italia – MESSAGGIO PROMOZIONALE

Come spiega la ricercatrice, si tratta di una “eco luminosa”, un segnale che viene riflesso dall’oggetto e captato dalla telecamera. Occorre, come è ovvio, un dispositivo speciale: visto che si misura il “ritardo” della risposta di un segnale, occorre che il sistema sia molto accurato e preciso, nell’ordine, per dire, di 500 miliardesimi di secondo. E non solo: visto che il sistema non è in grado di individuare un oggetto rispetto a un altro oggetto (cioè l’oggetto interessato rispetto a ciò che lo circonda), l’unico modo per cogliere qualche differenza è il movimento. Se l’oggetto in questione si sposta, allora invierà, nel tempo, segnali di risposta diversi. E sono quelli che permettono di distinguerlo dal resto del contesto e, se si riesce, dargli anche una forma precisa.

Per ora, quindi, la situazione è ancora a uno stadio molto iniziale. Ma non si esclude un utilizzo futuro, ad esempio nel campo della security o per la sicurezza stradale.