Il marchio CE e la truffa dei cinesi

Il logo "Comunità Europea" e quello "China Export" sono quasi uguali. Una furbizia di Pechino per aggirare il bollino di qualità voluto dagli europei

Come tutti sanno, il marchio di qualità e garanzia sui prodotti europei, è un semplice logo con le lettere “c” ed “e”, cioè CE. Semplice, semplicissimo. Per cui, quando si compra un prodotto con il marchio CE, si può stare sicuri che sia fatto seguendo la normativa europea. No, sbagliato. Errore. Anzi, ellole!*

Forse non lo sanno tutti, ma anche la Cina usa la sigla CE, per indicare “China Export”. Le due sigle sono uguali, ma la cosa notevole è che anche i marchi lo sono. O meglio, si somigliano tantissimo. Questione di millimetri.

Per capirsi, quello corretto è questo, e risponde ad alcuni principi geometrici precisi:

Non manca chi si sbraccia, e grida alla truffa (in effetti..). Quello europeo, nato nel 2006, serve a certificare che le aziende che lo adottano sono in regola con una serie di regole (qualità, processo di produzione, salute). Quello cinese, invece, dice solo che proviene dalla Cina (e capirai). In ogni caso, l’abitudine di copiare è intatta.

E che si può fare? C’è chi ha messo in piedi una petizione su Change.org (e capirai), per sollevare la questione. Solo che, come si ricorda in questo articolo del Sole24Ore, non si può intervenire sui marchi e sui loghi cinesi. Si può, però, modificare quello europeo, per renderlo distinguibile e diverso.

Nel frattempo, fino a quando a Bruxelles non viene presa una decisione, l’unica cosa da fare è aguzzare la vista. O fare la spesa con il righello.

* i cinesi non si offendano per questa bonaria presa in giro. La loro, del resto, sembra più grave

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