La storia del gatto candidato sindaco in Siberia

Si chiama Barsik e corre dopo che uno scandalo ha travolto i vertici della città. È in testa ai sondaggi, ma la legge gli impedisce di vincere. A meno che tenti una zampata

A LinkPop ci si era già occupati della storia di Clay Henry, una capra ubriacona che, da anni, è sindaco in un paesino del Texas. Cose del genere accadono solo in America, no? No, appunto. Anche in Russia, che per non essere da meno si gioca un altro animale: il gatto.

Succede in Siberia, per la precisione nella città di Barnaul, nella zona dell’Altaj, dove tra i manifesti dei candidati compare anche un gattino di 18 messi, chiamato Barsik. “Solo i topi non votano per Barsik”, recita lo slogan. E la gente lo sostiene.

Anche perché la città è frastornata: negli ultimi mesi è stata al centro di una serie di scandali per corruzione che ha travolto buona parte della classe politica. Il sindaco precedente, Igor Savintsev, è stato accusato di vendere terreni della città a organizzazioni e società vicine ai membri della famiglia, per una spesa di 11 milioni di rubli. Il figlio Maxim, accusato di truffa e peculato, è filato in Thailandia.

I cittadini, di fronte a tale corruptzja, si sono indignati. A Barnaul, dichiarano al Guardian, “Abbiamo perso ogni fiducia nei politici”. Alla fine, sostengono, “Anche uno come Barsik, nonostante sia un gatto e non un essere umano, non può fare peggio”. Aggiunge un lato tenerello alla città che lo rende subito simpatico, mandandolo subito in testa ai sondaggi: il 91% voterebbe per lui.

Voterebbe, sì. Ma voterà? Purtroppo no. La legge rimane ristretta agli esseri umani e Barnaul, che conta circa 700mila abitanti, si dovrà accontentare di un essere umano. La provocazione resterà provocazione, e il mondo continuerà con le stesse abitudini. Anche dopo le elezioni, insomma, i topi della città potranno dormire sonni tranquilli.

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