La psicologia perversa dei troll su internet

Provocano, insultano, deridono. Perché lo fanno? Quale pulsione li spinge? Esiste un disegno dietro a tutto questo? No

Cosa spinge il 5,6% dei commentatori online a diventare troll? La parola non dovrebbe più essere un mistero per nessuno, ormai. Sono persone che mirano a trascinare gli altri commentatori in litigi inutili con messaggi offensivi e/o fuorvianti. Chi ci casca (e risponde per le rime) è perduto.

È provocazione fine a se stessa, a quanto pare. Lo scopo è far inalberare altre persone, distrarle, ingannarle. Ma perché? Semplice: come spiega questo video di AsapScience, lo fanno perché sono sadici. Un tratto della personalità marcato che, secondo gli esperti, si manifesta anche nella vita offline, con qualche repressione dovuta alle convenzioni sociali più stringenti e dalla responsabilità personali che certi atteggiamenti comportano. In rete, invece, sotto la maschera di qualche pseudonimo, si fa di tutto.

 https://www.youtube.com/embed/6Zxy_dScjsM/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Che belle persone, insomma. Il consiglio è: lasciare stare, non rispondere, evitare di perdere tempo. Tanto non si vincerà mai con nessuna arma dialettica. Perché appena si risponde, si ha già perso.

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