L’arte giapponese dei bonsai volanti

Sono piante sospese da terra con un sistema di magneti: una levitazione naturale per indicare (e suggerire) il distacco dalle cose di tutti i giorni

Bisogna coltivare il proprio giardino. Lo diceva Candido, personaggio di Voltaire nell’omonimo libro, e lo predicano anche i maestri zen. Di fronte ai mali del mondo, meglio concentrarsi sul proprio orticello: se per il pensatore illuminista la frase contiene varie ambiguità (critica, satira, denuncia), per il guru orientale è una massima di vita da seguire con cura. Inutile affannarsi per il mondo: meglio dedicarsi alle proprie piccole cose. Se poi il giardino è un giardino vero, meglio ancora.

Attività che rilassa, che porta serenità. Il giardinaggio: perché non portarlo anche in ufficio? Esistono aziende che lo permettono, ma sono poche. Per tutte le altre (anche vista la spesso inevitabile mancanza di spazio) si può scegliere un bonsai volante. O meglio, sospeso tra due magneti. Come questo:

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È un’idea lanciata su Kickstarter da un’azienda di design giapponese, la Hoshinchu. Avendo raggiunto in poco tempo l’obiettivo di raccogliere 80mila dollari, si dedicherà alla creazione di diversi esemplari di bonsai volanti. Ciascuno per circa 200 dollari. Quelli deluxe, con base in porcellana, costeranno un po’ di più (cioè, molto di più: 500 dollari).

Certo, c’è un limite: chiunque vorrà donare armonia al proprio ufficio o al soggiorno, dovrà anche comprarsi il bonsai per conto suo. Il Giappone ne vieta l’esportazione. Ma la Hoshinchi fornisce tutte le istruzioni per compiere tutte le operazioni necessarie (trapianto, spostamento, inserimento nella base).