SatiraRegine e benpensanti, voi della satira non avete capito nulla

La satira non è pubblicità progresso e Charlie Hebdo non prende in giro il cadavere di un bambino, prende in giro voi

Nè i tanti critici italiani, né la regina di Giordania, che ha contrattaccato su Twitter con una vignetta da pubblicità progresso, né tutti coloro che si sono indignati per la vignetta di Riss su Charlie Hebdo hanno capito che cos’è la satira. Ma il bello è che non c’è niente di male, anzi, è normale che abbiano reagito così. È il segno che quella era proprio satira.

Perché Charlie, come tutta la satira, è disturbante, non è una tranquillizzante ed ecumenica pubblicità progresso. La satira prende per il culo, non insegna. La satira è amorale e anarchica. Si diverte della vostra pruderie, è proprio quella che prende per il culo. Siete voi, non Aylan, che Riss ha voluto prendere in giro. Ed è proprio una reazione come quella della regina di Giordania il segnale che quella è satira a tutti gli effetti. Perché la satira gode non nel “epater les bourgois”, ovvero nell’impressionare il conformismo borghese. No, la satira gode nel ferire quel conformismo.

La satira distrugge, ci pensi qualcun altro a costruire. Ci pensi la pubblicità progresso e i servizi sociali. La satira non è qua per piacervi, perché voi non siete il pubblico della satira, voi ne siete le vittime. Il pubblico della satira, come ha dichiarato Luz in una recente intervista, è un pubblico di nicchia, che ama essere preso per il culo.

«Non abbiamo mai veramente pensato a un lettore ideale», disse Luz, «o meglio, il lettore ideale eravamo noi. Quando facevo ridere Charb o Cabu o gli altri, allora sapevo che il disegno era perfetto. Del lettore ce ne siamo sempre fottuti. Il lettore ideale, se mai è esistito, credo che sia un lettore che ama essere sorpreso, a volte anche preso in giro, insultato, sferzato. Di tutti gli altri me ne frego, non parlo ad Arnold Schwarzeneger, né alla signora Chiunque che ha comprato Charlie per la prima volta nella sua vita. Li deluderemo e lo sappiamo. Quindi la missione è deluderli alla grande».

Deluderli, insultarli, sferzarli, prenderli in giro, farli incazzare. E, per quanto vi sforziate di dire che a Charlie non sanno far satira, siete voi ad avere torto, e loro ad aver ragione. Non vi sta bene? Benvenuti nel mondo amorale della satira. È troppo facile? Continuate a leggere gli editoriali di Roberto Saviano.

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