Occident Ex-PressSe in Stazione Centrale spariscono i “treni in arrivo”

Scomparsi i tabelloni degli “Arrivi”. Per evitare la ressa, dicono le Ferrovie. «Un regalo ai negozianti, la stazione trasformata in un centro commerciale» attaccano i viaggiatori. E mezzo litro d'acqua costa 2,50 euro

Milano, alla Stazione Centrale sono spariti i tabelloni luminosi che segnalano gli arrivi dei treni. Al piano binari non ne è rimasto nemmeno uno. Sostituti da pubblicità martellanti a ogni ora del giorno. Sono presenti solo i quattro tabelloni relativi alle partenze, a venti metri l’uno dall’altro. Per impedire l’ammassarsi di utenti, è la motivazione che forniscono gli addetti di Grandi Stazioni e Ferrovie dello Stato – che a quanto pare hanno molto a cuore il problema della “calca”, visto che già anni fa tolsero quasi tutti gli orologi e le panchine: oggi sono una settantina i posti a sedere per chi aspetta.
Ma ci sono anche i maligni, quelli che pensano che la scelta sia un regalo ai negozianti. Dove andranno le persone in attesa di amici e parenti, o chi deve cambiare treno in assenza di soluzioni? A sostare (e acquistare) dentro bar e negozi.

Stazione Centrale di Milano, dopo le panchine spariscono anche i tabelloni luminosi degli “Arrivi”: per evitare la ressa dicono dalle Ferrovie. Ma secondo i viaggiatori si tratta di un regalo ai negozianti: dove sosteranno adesso le persone in attesa?

«Sto aspettando un’amica carica di bagagli, vorrei sapere a che binario arriva il treno e se è in ritardo» chiediamo al funzionario delle Ferrovie che piantona gli ingressi ai binari e scruta i passanti dalla barba incolta in cerca di potenziali terroristi. «Deve scendere, troverà qualche schermo aggiornato», risponde con l’aria annoiata dalla domanda di routine.
Quindi, per scoprire se il Frecciabianca è in ritardo – come di fatto è – bisogna scendere per 50 gradini o infilarsi su infiniti tapis roulant. E poi inclinare il collo e aguzzare lo sguardo. Perché lì gli schermi ci sono ma non segnano più di cinque treni alla volta. Se si vuole conoscere quelli successivi occorre spostarsi di altri trenta metri, uscire dalla stazione, quasi all’imbocco della metropolitana in piazza Duca d’Aosta.

In realtà un modo per scoprire quando e dove arrivano i treni, senza abbandonare il piano binari, esiste: basta andare allo “Sky Lounge Bar”, dove “Sky” sta per l’emittente televisiva e non per il cielo meneghino “così bello quand’è bello”. Anche perché il Cafè targato Murdoch, aperto in stazione da meno di un anno, offre un panorama non proprio indimenticabile: terrazza rialzata e con vista sui binari, ombrelloni in stile pseudo chiringuito da spiaggia – completamente inutili sia per il sole che per le intemperie, visto che lo “Sky” – quello vero – è oscurato dalla copertura della galleria di Stazione Centrale. E l’immancabile maxi televisore, un barista costantemente in guerra con stormi di piccioni attirati da briciole di rustichella e altre prelibatezze. E un listino prezzi da brivido per far dimenticare almeno per un istante i rincari sui biglietti Trenitalia. «Vuole sedersi mentre aspetta?» chiede gentilmente il barman una volta cacciati i volatili. «Volentieri» . Volentieri sopratutto per loro: mezzo litro d’acqua a 2.50 euro, 0,75 cl a 3,50 euro. Una lattina di Redbull a 4 euro. Bocconcini di mozzarella di bufala alla modica cifra di 10 euro. Tre pezzi.

La Stazione Centrale trasformata in un centro commerciale, fra ironie su Facebook e prezzi da capogiro: dentro lo “Sky Lounge Bar” con vista sui binari, mezzo litro d’acqua costa 2,50 euro e una lattina di Redbull 4 euro

A segnalare il disservizio a Linkiesta è stato Enrico Fedrighini, consigliere di zona 8 e portavoce dei Verdi a Milano, che se ne accorto quasi per caso: «Vorrei sapere chi è l’autore di questa geniale trovata. Va bene aprirsi ai negozi ma non può venire meno la funzione di una stazione: quella di essere utile per chi viaggia». C’è chi ha ironizzato su Facebook: «Ancora qualche anno e le cambieranno il nome: Stazione CENTRocommerciALE».
L’impressione è proprio quella: alla fine delle uniche scale mobili rimaste – che conducono al piano intermedio – si staglia un banchetto di specialità dolciarie napoletane. Per chi sfugge al carboidrato incappa nell’edicola, o nel promoter di telefonia che vuole farti sottoscrivere il piano tariffario più vantaggioso d’Europa, o la fibra ottica a 100 mega. Mentre l’unica vera preoccupazione è: quando arriva il Frecciabianca?

Vale la pena di farsi dei giri di vedetta periodici in Stazione Centrale, per studiarne l’evoluzione e i cambiamenti d’arredo. Anche perché lì dove c’erano i tabelloni luminosi degli arrivi, oggi si staglia un maxi-schermo che manda in loop il messaggio “Discover the Station”.

“Scopri la stazione”. Più che un consiglio da amico sembra un ordine.