Un anno al sangue: il 2015 è stato l’anno del ciclo

Progetti scolastici, proteste per la tampon tax, foto su instagram e persino gioielli: quello che in inglese chiamano "period" è stato spesso al centro dell'attenzione

Quelli di BuzzFeed, sempre molto bravi con le classifiche, ne hanno stilata una che magari a qualcuno può fare impressione, soprattutto se non ama il sangue. Il 2015 è stato l’anno in cui il ciclo mestruale è spesso al centro della scena.

Non ci credete? Chiedete a Kiran Gandhi, che ha corso la maratona di Londra senza indossare nessun assorbente: “Non mi importa se la gente mi prende in giro per questo: mi sono sentita bene nel farlo, è la mia vita”. E c’è stato chi ha reso il ciclo un tema di studio: Lauren Towles ha presentato un progetto per ridurre i disagi per le donne durante il ciclo come tesi finale alla Tandon School of Engineering di New York.

C’è chi ha usato il ciclo per una battaglia. Ad esempio Rupi Kaur, studentessa di Toronto che ha postato una serie di foto con i pantaloni macchiati di sangue su Instagram. Dopo che gli amministratori del social l’hanno rimossa, ha scritto una lettera aperta su Facebook denunciando la censura: la serie è stata ripristinata.

Ma la battaglia è stata ingaggiata anche in Inghilterra: parliamo delle proteste contro la cosiddetta “tampon-tax”, ovvero la decisione del Governo di considerare i tamponi come prodotti sanitari “non essenziali, di lusso”. E la protesta è stata fatta davanti al Parlamento inglese. Senza tamponi, ecco.

Lili Murphy Johnson, a proposito di lusso, ha creato una linea di gioielli dedicata al period (qui il suo sito). C’è chi ha creato una serie di gusti di gelato ispirati al ciclo. E poi c’è chi deve metterci un tocco d’artista. Parliamo di un ritratto di Donald Trump fattp con il sangue del ciclo: si può anche acqusitare online.