Attenzione, non fatevi perculare!

Le possibili etimologie di un verbo che proviene dal gergo giovanile, e sta entrando nell'uso comune

I lessicografi non se ne sono occupati, ancora, ma state sicuri che ci arriveranno, magari fra un anno o due: il lemma per ora sta facendo il suo sviluppo negli ambienti underground, ancora non ha accesso all’uso ufficiale. Ma il verbo “perculare” c’è ed è sempre più usato, vive e lotta insieme a noi.

“Perculare” nel gergo che un linguista definirebbe “giovanile” vuole dire prendere in giro, prendere per il culo. I sinonimi quindi sono “sbeffeggiare”, “coglionare” eccetera.

Un paio di esempi: “Perversioni: agli italiani piace farsi tassare (e perculare)” e “Il Papa si fa la legge per non farsi perculare” (Entrambi da giornalettismo.com).
Secondo un bell’articolo su ilbureau.com nel verbo si risentirebbe l’eco del latino “percèllo” (percello, is, percŭli, perculsum, ĕre) che vuol dire “abbattere”, “colpire”, “sconfiggere”, “spaventare”, “sbigottire”.
E secondo alcune alluncinazioni etimologiche punk ci sarebbe un elemento di pesantezza in più: “perculare” deriverebbe dalla somma di “percuotere” e “inculare”. Ma la derivazione più probabile, forse, è quella dal romanesco “pija p’er culo”.

Prima che arrivi la filologia a fare chiarezza non resta che prendere atto delle etimologie ipotetiche, che spesso sono tecnicamente sbagliate, ma concorrono a una suggestione linguistica, e a costruire uno scenario di assonanze e analogie.

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