Benvenuti nell’EU English, la neolingua inglese dell’Unione Europea

Gli euroburocrati usano l’inglese senza essere madrelingua. Il risultato è una nuova lingua, bizzarra e del tutto estranea a orecchi anglofoni

L’inglese è lingua globale per eccellenza. Chi la parla, nella maggioranza dei casi, non è nativo. Lo sa, lo conosce, ma è privo di quella particolare sensibilità che permette di capire se un’espressione è elegante o meno, dando luogo a utilizzi della lingua molto buffi (per i madrelingua) e, regole alla mano, non del tutto corretti. È il caso del cosiddetto “EU English”.

Le istituzioni dell’Unione Europea richiedono, da parte dei loro funzionari, la conoscenza dell’inglese, ma non da madrelingua. Questo fa sì che la lingua venga usata in modo molto particolare, fino a creare una nuova serie di vocaboli propri, che non hanno nulla a che vedere con il “vero” inglese.

Ogni nuovo vocabolo, che deriva da una traduzione approssimativa, finisce in carte e documenti che costituiscono dei precedenti per altre carte e documenti. In poche parole, diventa un modello e si diffonde nel tempo. Creando una neolingua tutta europea. Forse è per questo che la Gran Bretagna vuole uscire.

To precise
The Committee urges the Commission to precise which period before confinement is meant
Totale nonsense. To precise viene usato, all’italiana, nel senso di “precisare”. Gli inglesi userebbero “specify” oppure “make precise”. Lo stesso uso bizzarro si trova anche nel sostantivo “precision”, per dire “precisazione”. Un british userebbe “specifications”, ma vabbe’.

To dispose of
The Commission may not be able to assess the reliability of the data provided by Member States and may not dispose of independent information sources
Nell’inglese proper “dispose of” significa “to get rid of”, cioè, sbarazzarsi di qualcosa. Qui, invece, si usa per “disporre di”, che in inglese ha una lontana parentela con l’espressione “to have at one’s disposal”. Ma in realtà per un vero british non avrebbe nessun senso.

Important
The annual accounts give detailed information on the financial corrections confirmed, implemented and to be implemented and explain the reasons for which an important amount is still to be implemented
Attenzione, questa è importante (eheh). Spesso nell’Ue English si usa “important” per dire “grande o significativo”. Una cosa che, in italiano, sembra funzionare. Ma per un inglese non è (ancora) così: “important” significa “important”, che è un grado più urgente e degno di nota rispetto a “significative”.

Opportunity
The Court questioned the opportunity of introducing these measures in such an uncertain economic climate
Anche qui, “opportunity” è usato in un modo estraneo a un parlante inglese, cioè nel senso “la qualità di essere opportuno”. Userebbero, piuttosto, “opportuneness”. “Opportunit” in terra d’Albione significa solo “opportunità”, nel senso di “possibilità”. E quello, a loro, basta.

Actual
This appropriation is intended to cover basic salaries of the staff, as listed in the attached table, based on the actual regulation and on the probable adjustments
Un noto false friend come “actual” non poteva non trarre in inganno gli euroburocrati. In inglese significa, come è noto, “vero”, “reale”, “esistente”. In altre lingue significa “attuale”. Guarda un po’, nell’Ue English assume proprio questo significato.

Actorness
EU Actorness in International Affairs: The Case of EULEX Mission in Kosovo, Perspectives on European Politics and Society.
Una invenzione europea. “Actorness” vorrebbe dire “giocare con il ruolo di attori” in un particolare contesto geopolitico. Una parola nuova di una neolingua che, però, è appropriata e sintetica per un concetto cui l’Europa tiene molto. A parole, però (e appunto).

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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