Come distruggere il mondo spargendo una malattia letale

È una simulazione, ma piuttosto accurata, che permette di vedere il grado di velocità di diffusione di un morbo letale, compreso il collasso di tutte le strutture organizzative

Per distruggere l’umanità, far crollare il mondo e seminare confusione e delirio bastano 25 giorni, almeno se si parte da via Morgagni, dove c’è la redazione de Linkiesta, e si è contagiati da un virus mortale pericoloso e, appunto, distruttivo. È The Collapse, il nuovo gioco (di più non si può definire) della campagna pubblicitaria per The Division, a sua volta un altro videogioco, in cui una divisione di uomini combatte per riportare l’ordine su una Terra collassata su se stessa. Il collasso, come è evidente, è provocato proprio dalla malattia diffusa.

Per chi vuole giocare, partendo da casa sua, il link è questo.

Certo, tutto si basa su un percorso obbligato casa-ospedale-supermercato-aeroporto, che genera un numero di contagi (e poi di morti) sempre più alto, portando prima alla chiusura dei centri di ricovero, poi dei negozi, poi delle frontiere, delle industrie, dei fornitori di energia, fino alla scomparsa dei controllori delle centrali nucleari e, alla fine, allo scoppio di testate e bombe.

 https://www.youtube.com/embed/NaqhSraE8h8/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

E alla fine, purtroppo, tra un petaloso e l’altro, si capisce che è tutta una finta. Il mondo è ancora lì, al suo posto, che gira come sempre. Ma il gioco, come si diceva, vale la candela.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta