Corea del Sud, il Paese trasformato in posacenere

L’ultima offensiva di Kim Jong-un, il leader della Corea del Nord: lanciare contro i vicini manifesti di propaganda insieme a mozziconi usati. Per mostrare il suo disprezzo

Non ci fosse di mezzo un regime autoritario, anti-democratico, repressivo e violento come la Corea del Nord, sarebbe anche una storia simpatica. E riguarda quel mattacchione di Kim Jong-Un che, stavolta, anziché prendere a cannonate uno dei suoi ministri (notizia mai verificata) o buttare in pasto ai maiali una sua parente (anche questa mai verificata) ha deciso di colpire la Corea del Sud. Motivo? Lo hanno provocato: all’inizio di gennaio, da oltre i confini, i sudcoreani hanno sparato a tutto volume musica pop, il famigerato K-Pop (per capirsi, lo stesso del Gangnam Style) lungo il confine. Propaganda e musica. Soft power a manetta.

E lui, poteva restarsene fermo, di fronte a quella “spazzatura politica” (parole sue)? La risposta è ovvia. Basterà dire che da giorni la Corea del Sud è bombardata di pacchi pieni di mozziconi di sigarette. Per loro è l’indifferenziata.

L’idea è originale: all’inizio quei pacchi contenevano i soliti volantini politici, con slogan di propaganda contro i regimi della Corea del Sud. Ora, vista l’offensiva, hanno deciso di allegare anche spazzatura a caso. Ora ci si è concentrati sulle sigarette. Mancano i posacenere? Nessun problema, c’è la Corea del Sud.

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