Mit Il Lussemburgo intende aprire la strada alle estrazioni minerarie sugli asteroidi

Il piccolo paese ha annunciato con entusiasmo il suo ingresso nell’industria delle estrazioni minerarie spaziali. Il problema è che questo business non esiste ancora

Per un paese delle sue dimensioni, certo è ambizioso. Il ministro dell’economica del Lussemburgo ha annunciato l’intenzione di esplorare la possibilità di condurre perforazioni sugli asteroidi come “settore tecnologico fondamentale” per la sua economia, così da rivendicare la posizione di “hub europeo per l’esplorazione e l’utilizzo di risorse spaziali”.

Da quando Planetary Resources e Deep Space Industries – due società dedite alla costruzione di operazioni per le estrazioni minerarie sugli asteroidi – hanno fatto la loro comparsa un paio di anni fa, l’interesse verso questo settore è cresciuto rapidamente. Le agenzie spaziali governative sono state le prime a valutarne il potenziale commerciale, e NASA, JAXA ed ESA hanno avviato o intendono avviare lanci verso asteroidi (o comete, come nel caso dell’ESA). Il Giappone è persino riuscito a riportare frammenti dell’asteroide Itokawa sulla Terra, più o meno.

Si potrebbe quasi parlare di una “corsa all’oro”, se non fosse per un dettaglio alquanto rilevante: deve ancora accadere. Mentre una incessante sfilza di rapporti sullo smisurato valore di singoli asteroidi rimbalza su Internet, nessuno ha ancora guadagnato un singolo centesimo come minatore spaziale, e difficilmente vi riuscirà nel breve periodo.

Si potrebbe quasi parlare di una “corsa all’oro”, se non fosse per un dettaglio alquanto rilevante: deve ancora accadere.

Le missioni operate dalle agenzie governative dimostrano che, sì, si può fare. Lanciare un veicolo fuori dall’orbita spaziale, spingerlo fino all’orbita di un asteroide, farlo atterrare e, infine, riportarlo sano e salvo sulla Terra con anche dei semplici campioni di materiale, non è certo una impresa facile. L’idea che un processo simile possa diventare remunerativo nel breve periodo, di certo, è fuori discussione.

Alcune persone sostengono che la mossa attuata da Lussemburgo dimostri una “incredibile visione” che auspica a sfruttare l’esperienza maturata con la missione ESA sulla cometa 67p nel 2014 per promuovere lo sviluppo di questa industria futuristica.

Chissà, può darsi. Viste la mole di questioni legali e problemi tecnici che ruotano attorno a questa idea, e considerati i minuscoli progressi registrati finora, il Lussemburgo dovrebbe forse considerare di guardare altrove per i suoi importanti piani economici.

Articolo tratto da Mit Technology Review

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