Lavorare da casa in modo produttivo. Si può

Quattro consigli per chi non va più in ufficio ma non vuole ridursi a finire il lavoro a tarda sera

Per lavorare da casa servono tre cose: una casa, un lavoro e moltissima disciplina. Non è facile – lo dicono in tanti – mantenere la concentrazione e restare produttivi quando non si è da soli. La mente vaga e, con una connessione internet, è difficile che torni sui suoi passi. Eppure, per chi si organizza, il lavoro da casa risulta perfino più produttivo rispetto all’ufficio. Meno disturbi, meno problemi, più silenzio. Già, ma come ci si organizza? Seguendo questi quattro consigli:

Creare uno spazio apposito
La distrazione è dietro l’angolo: per cui occorre preparare un ambiente consono. Pulito, senza troppi fronzoli, illuminato e che sia legato, a livello psicologico, alla laboriosità. Si prenda come esempio Giovanni Pascoli, che aveva ben tre scrivanie: una per la poesia in italiano, una per quella in latino e una per la saggistica dantesca.

Definire una tabella di marcia
È importante sempre, ma quando si lavora da casa è immancabile. Improvvisare la propria giornata di lavoro porta solo a un risultato, secondo quanto rivela uno studio della Harvard Business Review: finire tutto la sera tardi, se non la notte stessa. Decidere una tabella, ragionarla bene. Perderci anche del tempo. Certo, poi va rispettata. Ma per questo serve appunto, oltre alla casa e al lavoro, la disciplina.

Vestirsi da lavoro
Passare dal letto al divano al tavolo da lavoro è un passaggio poco significativo. Per mettersi nei panni del lavoratore occorre, alla lettera, mettersi nei panni del lavoratore. Senza esagerare (non serve la cravatta), ma avere una divisa da lavoro, una tenuta essenziale è un aiuto molto valido a livello psicologico. Almeno, così dicono.

Fuggire i social
Lo sanno tutti che i social network sono la manna dei ritardatari, il carburante della procrastinazione, la perdita di tempo perfetta. Serve evitarli in ufficio come a casa. Certo, nel primo caso è più semplice perché molte organizzazioni li bloccano, rendendo impossibile l’accesso (o almeno, molto difficile). A casa no, e non c’è nemmeno qualcuno che potrà giudicarvi e guardarvi male se passate 45 minuti su Facebook. Ecco, meglio evitare. Se si può, esistono app per bloccare i social in via temporanea, se no, si rimanda sempre al terzo punto: un lavoro, una casa e una montagna di disciplina.

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