Quando la Barbie insegnava a diventare anoressiche

Un modello del 1965, molto lontano dalle tendenze politicamente corrette di oggi, spiegava come fare per perdere peso

Una volta una cosa come la Barbie Curvy, per non far sentire a disagio le bambine sovrappeso (o meglio, i genitori delle bambine sovrappeso) e non indurre tentazioni anoressizzanti, sarebbe stata impensabile. Nel 1965 la Barbie aveva preoccupazioni diverse, o forse non ne aveva affatto. Lo dimostra il modello Slumber Party (cioè “pigiama party”).

Come tutte le Barbie, anche la versione Slumber Party era magrissima. Ma, a differenza delle altre Barbie, ne faceva una filosofia di vita. Nel pacco c’erano molti accessori: un pigiama, con tanto di vestaglia, due babbucce, uno specchio e qualche bigodino, fermacapelli e una spazzola c’era anche una piccola bilancia con la lancetta ferma su 110 libbre, cioè 50 chili. Segno che quello era il peso ideale? Forse no, perché c’era in dotazione un piccolo libro finto intitolato How to Lose Weight, cioè come perdere peso, che dava un solo, semplice consiglio: Don’t Eat!, cioè “Non mangiare”. Non proprio politically correct, ma senza dubbio efficace.



Il modello è uscito nel 1965 ed è rimasto in circolazione fino al 1966. Si trova ancora tra i collezionisti e gli appassionati, e ogni volta non manca di suscitare reazioni indignate. È una bambola che, in modo indiretto, incita all’anoressia: consiglia di non mangiare e fissa soglie di peso improbabili. Le cose, in effetti, sono cambiate.

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