Consigli degli antichi filosofi per il matrimonio perfetto

Le riviste e i periodici non dicono nulla che gli antichi non abbiano già detto, solo ripetendolo male e in modo più confuso

Ma perché cercare consigli su relazioni, amori e matrimoni nelle dozzinali riviste in edicola quando si possono trovare nei classici? Gli antichi, che la sapevano lunga su qualsiasi cosa, si sono espressi anche su questo argomento. Soprattutto i filosofi, greci e romani, hanno già spiegato tutto ciò che c’era da spiegare, e chiunque può trarre utili insegnamenti dalle loro parole.

Secondo Rufo, uno stoico latino, il matrimonio ideale si dà quando i due partner fanno sì a gara tra loro, ma per stabilire chi sia il più devoto all’altro. L’unica competizione buona è quella che porta a una unione festosa, e può essere solo disinteressata. Altro che “ho bisogno dei miei spazi”. Quelli, se la storia funziona davvero, vengono da soli.

Plutarco, invece, sconsiglia, soprattutto alle donne, di servirsi di filtri per attirare uomini nelle proprie braccia. “Pescare i pesci con il veleno è semplice, ma poi il pesce non si può più mangiare”. Lo stesso vale con gli uomini. Usare i trucchi non rende naturale la loro scelta, e il marito non sarà mai “davvero vostro”.

Agli uomini, invece, il filosofo originario di Cheronea, raccomanda di passare tempo con le proprie mogli, divertirsi insieme a loro, ridere e scherzare. Altrimenti, si sa, cercheranno lo stesso di divertirsi, ma con qualche altra persona: “Gli uomini che non sono allegri in compagnia delle proprie mogli e non ridono e giocano con loro, stanno facendo una cosa sola: insegnano loro a cercare piacere altrove”. Del resto, lo dicono tutte: cercano l’uomo che le fa ridere.

Per entrambi, infine, vale un concetto importante: attenzione alle suocere. Il conflitto tra moglie e madre del marito è antico quanto la storia dell’uomo. È inevitabile, e questo finirà per ritorcersi contro il povero marito, incolpevole di tutto. Che fare? Secondo Plutarco la soluzione è una sola: la nuora deve ricordarsi che la madre, in fondo, sarà sempre un po’ invidiosa. E allora “deve prenderne atto, e cercare di curare il problema alla radice, cioè il fatto che la moglie è diventata l’oggetto dell’affetto di suo figlio. Deve stare attenta a non mettere mai l’uno contro l’altra e, se possibile, cercare di suscitare un affetto reciproco”.

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