Cose da fare se si cade da un aereo senza paracadute

Non ci sono molte possibilità, e anche il tempo è scarso: in 60 secondi è bene puntare su uno specchio d’acqua (se c’è nei dintorni)

Quando ci si trova in caduta libera da un aeroplano senza paracadute, l’unica certezza è che non sarà una bella giornata. In mezzo all’aria, con la terra sotto di sé, e scarsissime possibilità di sopravvivenza, a nessuno verrebbe voglia di scherzare. Però prima di disperarsi, si può tentare il tutto per tutto (anche perché altra scelta non c’è) e provare a salvarsi. Ma come?

Come spiegano su questo sito, la cosa più importante da fare è pensare in fretta. Se si cade da un’altezza di circa tre chilometri, la caduta durerà solo 60 secondi. Un minuto per salvarsi la vita, alla velocita di circa 200 km/h.

La cosa migliore da fare è cercare uno specchio d’acqua. Non è la soluzione ottimale, ma è l’unica. Candendo nel modo giusto e centrando un lago, o un fiume abbastanza profondo (almeno quattro metri, neanche tanto). Non sarà un impatto piacevole, ma si dovrebbe riuscire a sopravvivere.

E se l’acqua non c’è? A malincuore, si dovrà cercare qualcosa di abbastanza duro ma fragile per attutire la caduta. Un pino, ad esempio, sarebbe un’ottima scelta: è già successo a un soldato della Seconda Guerra Mondiale, caduto da ben cinque chilometri d’altezza senza paracadute. Un albero e un soffice strato di neve lo hanno salvato.

E se sotto c’è una città, la cosa si complica ancora di più. In assenza di piscine sui tetti, l’unica possibilità è mirare un’auto, o un caravan, o una roulotte. Qualcosa che attutisca (si fa per dire) l’impatto. Nel frattempo si consiglia di pregare molto forte.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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