Il Giappone invecchia. E nascono gli ospizi per cani

Non è semplice prendersi cura di un animale nelle ultime fasi della sua vita. Malattie e fatica impegnano i padroni, che preferiscono consegnarlo (pagando) a qualcuno più esperto di loro

La popolazione giapponese è tra le più anziane del mondo. Ma non si parla solo di esseri umani, qui. Il problema riguarda anche i famosi amici a quattro zampe. Il tempo passa anche per loro. E quando si avvicina la vecchiaia, anche i cani hanno bisogno di maggiori cure e assistenza. Per questo, guarda un po’, si sono inventati degli ospizi canini. Un po’ perché i padroni, ingrati ed egoisti, non vogliono prendersene più cura. Un po’ perché non sono più in grado.

E allora, in un Paese dove il numero dei cani registrati supera quello dei bambini (20 milioni contro i 16 milioni di piccoli giapponesi sotto i 15 anni), non poteva non nascere un business dedicato. Come spiega Mie Kawaguchi all’International Business Times, la sua idea di aprire un ospizio per cani nasce dopo aver visto “troppe persone faticare nelle cure dei loro cani anziani”. C’è qualcuno che può aiutarli e farlo anche meglio di loro. Liberandoli da un impegno che non immaginavano.

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Certo, non è a buon mercato. Il canile per cani pensionati costa, e per un esemplare di taglia media si può arrivare a pagare fino a 600 euro al mese.

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